Dallo Stato di Espírito Santo a Belluno: il "turismo delle radici" della famiglia Isotton

BELLUNO\ aise\ - Le mura della sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo hanno ospitato mercoledì scorso, 22 aprile, un incontro che racchiude in sé il senso profondo del "turismo delle radici". Il socio ABM, Danilo Isotton, noto anche per essere il padre della celebre soprano Chiara Isotton, ha accompagnato in visita ufficiale i propri parenti brasiliani, discendenti di un antenato partito dal territorio bellunese nel lontano 1881.
Ad accogliere la delegazione internazionale sono stati il direttore dell'ABM, Marco Crepaz, e il consigliere Giuseppe Carrera. Il gruppo era composto da Olivio Izoton, che mantiene la variante ortografica del cognome diffusa in Sudamerica, dalla figlia Ana Daniela Izoton de Sadobsky e dal genero Esteban Sadovsky, quest'ultimo originario di Rosario, in Argentina.
La storia della famiglia Isotton rappresenta un caso emblematico dell'epopea migratoria veneta. I primi componenti del nucleo familiare partirono dal comune di Mel alla fine dell'Ottocento per stabilirsi nello Stato di Espírito Santo, situato nel sud-est del Brasile. Dopo decenni di silenzio, i contatti tra il ramo italiano e quello brasiliano si erano interrotti nel corso del Novecento, per poi essere riallacciati con successo negli anni Ottanta grazie a una meticolosa ricerca genealogica che ha riportato alla luce una vasta rete di parentela. Oggi la discendenza degli Isotton in Brasile è numericamente rilevante e conta migliaia di persone che periodicamente si riuniscono in grandi eventi familiari capaci di coinvolgere centinaia di partecipanti.
Dopo la formalizzazione dell'iscrizione come nuovi soci dell'Associazione, gli ospiti sono stati intervistati negli studi di Radio ABM per la rubrica settimanale “Qui ABM”. Durante la trasmissione, Olivio Isotton ha ripercorso con emozione il legame con la terra degli avi, ricordando il suo primo viaggio a Belluno avvenuto nel 1994. La conversazione ha permesso di approfondire il forte senso di appartenenza che ha portato molti membri della famiglia a ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana, confermando come il legame con il territorio d'origine resti vivo nonostante la distanza geografica.
Nel corso dell'intervista sono stati trattati anche temi di rilievo storico, come le difficili condizioni di vita dei migranti al momento della partenza e il fondamentale contributo dato dagli emigranti allo sviluppo dei Paesi di accoglienza. Un passaggio significativo è stato dedicato alla necessità di potenziare il turismo delle radici, visto come uno strumento indispensabile per rafforzare ulteriormente i rapporti tra il Brasile e il Bellunese. L'incontro si è concluso con la tradizionale foto di rito, suggellando un legame che, a quasi un secolo e mezzo dalla prima partenza, continua a essere alimentato da nuovi incontri e iniziative condivise. (aise)