I Numeri UNO: storie di straordinaria quotidianità tra Svizzera e Italia

GINEVRA\ aise\ - Nove premiati e oltre un centinaio di invitati hanno preso parte a una serata capace di intrecciare storie, esperienze e percorsi di vita diversi, uniti da un comune denominatore: l’eccellenza. “I Numeri UNO” non è soltanto un evento celebrativo, ma un vero e proprio racconto collettivo fatto di persone che, con impegno e determinazione, si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali, mantenendo al contempo un forte legame con le proprie radici italiane.
L’importante appuntamento, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna, rappresenta ogni anno un momento di incontro e riflessione sull’identità italiana all’estero. I protagonisti non sono necessariamente figure note al grande pubblico, ma incarnano esempi concreti di talento, resilienza e capacità di integrazione, contribuendo quotidianamente allo sviluppo economico, culturale e scientifico della Svizzera.
A fare da cornice all’edizione 2026, svoltasi lo scorso 19 marzo, sono state le eleganti sale del Baur au Lac di Zurigo, luogo simbolo di prestigio e tradizione. L’atmosfera della serata, raffinata ma al tempo stesso calorosa, ha favorito momenti di dialogo, confronto e condivisione tra ospiti provenienti da diversi settori: istituzioni, imprenditoria, ricerca e mondo culturale.
Ad accogliere premiati e invitati è stato il Presidente della CCIS, Vincenzo Di Pierri, che ha aperto ufficialmente la VI edizione con un intervento denso di significato. Nel suo discorso ha sottolineato il valore umano delle storie premiate, evidenziando come queste rappresentino un ponte vivo tra Italia e Svizzera: “L’appuntamento si ripropone e il filo del racconto viene, una volta ancora, riannodato. È quello dedicato a “I Numeri UNO”, donne e uomini che, in ambiti diversi e lungo percorsi professionali spesso lontani tra loro, hanno saputo distinguersi non solo per i risultati raggiunti, ma per la qualità umana e simbolica del loro esempio”.
Un passaggio particolarmente significativo del suo intervento ha riguardato il tema della migrazione, interpretata non solo come spostamento geografico, ma come esperienza esistenziale: “Le loro storie sono tessere di un mosaico ricco e variegato, accomunate dall’esperienza della migrazione: percorsi che nascono dal desiderio, e talvolta dalla necessità, di migliorare le proprie condizioni di vita e che, nel tempo, contribuiscono a rafforzare relazioni positive tra Italia e Svizzera”.
A seguire, la presentatrice della serata, Fiammetta Benetton dell’ufficio stampa e comunicazione della CCIS, ha accompagnato il pubblico nei diversi momenti della cerimonia, introducendo gli interventi istituzionali e le premiazioni. Tra questi, quello del Console Generale d’Italia a Zurigo, Mario Baldi, che ha voluto sottolineare l’importanza di iniziative come questa nel valorizzare il contributo degli italiani all’estero e nel rafforzare il senso di comunità.
Il compito di raccontare e far conoscere più da vicino i premiati è stato affidato al giornalista e direttore de La Rivista, Giangi Cretti, che li ha accolti nel suo salotto, accompagnandoli nel racconto di alcuni momenti significativi del loro percorso personale e professionale.
Curatore dell’opera dedicata all’edizione 2026, Cretti sottolinea la profondità e il valore degli incontri che hanno preceduto la serata, occasioni di confronto autentico e riflessione condivisa con i protagonisti. Nel volume si legge: “Siamo alla sesta edizione e, se c’è una certezza particolare – oltre a quella generale di avere dubbi – che ho acquisito, è quella di non riuscire a non stupirmi della mia stessa sorpresa. Anche questa volta, infatti, curare il volume che raccoglie le sintesi degli incontri con i premiati de I Numeri UNO si è rivelata un’esperienza profondamente arricchente, un vero privilegio: un’occasione preziosa per andare oltre gli incarichi, oltre le funzioni, oltre le etichette con cui, talvolta frettolosamente, cataloghiamo personalità che, in un modo o nell’altro, con un impatto più o meno esteso, incidono sulla sfera pubblica. Non ciò che fanno, ma ciò che sono. Non solo i ruoli che rivestono, ma i percorsi, le esitazioni, le scelte, l’ardire, l’ardore e persino le fragilità che li hanno condotti a essere ciò che sono oggi”.
I premiati
I protagonisti dell’edizione 2026 rappresentano un panorama estremamente variegato di competenze e settori, dalla ricerca scientifica all’imprenditoria, dall’economia alla cultura:
Maria Anselmi – Zurigo – Head of Start-ups and Next Generation Division, Innosuisse; Claudio Cisullo – Baden – imprenditore seriale; Elia Congiu – Ginevra – COO MSC Cruises; Simone Gibertoni – Montreux – CEO Clinique La Prairie; Luisa Lambertini – Losanna – economista; Prisca Liberali – Zurigo – scienziata, mentore e professoressa; Giona A. Nazzaro – Locarno – direttore artistico del Locarno Film Festival; Enrica Maria Porcari – Ginevra – CIO del CERN.
Questi profili raccontano storie di successo costruite nel tempo, spesso lontano dal Paese d’origine, ma sempre profondamente legate a esso. Un mosaico di esperienze che dimostra come il talento italiano sappia esprimersi e affermarsi anche in contesti internazionali complessi e competitivi.
Menzione speciale
Tra le novità di questa edizione, l’introduzione di una menzione speciale dedicata ad associazioni ed enti impegnati nella promozione del dialogo tra Italia e Svizzera. Un riconoscimento che amplia il significato del premio, includendo anche realtà collettive capaci di generare valore sociale e culturale.
Nel 2026, il premio è stato assegnato all’associazione ItaliaValais, attiva nel rafforzare il senso di comunità e nel promuovere iniziative di integrazione. A ritirare il riconoscimento è stato il presidente, Domenico Mesiano, visibilmente emozionato.
Alla serata hanno partecipato anche numerosi rappresentanti della comunità italiana in Svizzera, tra cui l’On. Simone Billi, il presidente del Com.It.Es. di Losanna e coordinatore dell’InterComites, Michele Scala, insieme ai presidenti dei Com.It.Es. di Zurigo e Basilea, Gerardo Petta e Alessandro Luciani.
La loro presenza ha ulteriormente sottolineato il valore istituzionale e comunitario dell’evento, che si conferma come un importante punto di riferimento per gli italiani residenti in Svizzera.
La serata si è conclusa in un clima di grande partecipazione e condivisione. Tra racconti, testimonianze e momenti di autentica emozione, “I Numeri UNO” ha saputo ancora una volta mettere al centro le persone, celebrando non solo il successo, ma soprattutto il percorso umano che lo rende possibile.
Un evento che, anno dopo anno, continua a crescere, consolidando il proprio ruolo come spazio di riconoscimento, memoria e ispirazione per le nuove generazioni di italiani all’estero. (carmelo vaccaro*\aise)
* consigliere cgie e coordinatore saig