I piemontesi nel mondo protagonisti al festival “Radici”

TORINO\ aise\ - “Radici”, il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata), è tornato a Torino con la sua terza edizione. Lo ha fatto per interrogarsi sul tema dell’identità e sul tema del nostro rapporto con noi stessi e con “l’Altro da noi”. In un mondo che sembra accelerare verso un cambiamento profondo e radicale, “Radici” ha dunque inaugurato l'edizione 2025 ieri, giovedì 13, e proseguirà fino a domenica 16 novembre, tra il Circolo dei lettori ed il Cinema Romano del capoluogo piemontese.
Il progetto, organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori con il contributo dell'assessorato all’Emigrazione della Regione Piemonte, propone un programma fitto fatto di una serie di incontri, lezioni e spettacoli che affrontano il tema dell’identità, individuale e collettiva, e della memoria, in un contesto sociale sempre più complesso. Attraverso grandi voci e opere, ha spiegato piemontenews, “Radici” vuole indagare sui cambiamenti culturali e sulla nostra trasformazione della percezione del sé, invitando a riflettere sulla consapevolezza della propria individualità e del mondo.
“In un momento storico in rapidissima trasformazione, che spesso ci sorprende in modo non sempre positivo e ci lascia disorientati, torniamo a interrogarci su chi siamo e sul nostro rapporto con il mondo. Radici nasce proprio dal bisogno di riflettere sul concetto di identità e sulla necessità di coltivare la memoria in un tempo che sembra aver smarrito i propri punti di riferimento. Non per nostalgia del passato, ma per guardare al presente e al futuro con maggiore consapevolezza delle differenze, dei traumi e degli slanci che ci definiscono”, ha spiegato Giuseppe Culicchia, curatore di Radici e direttore della Fondazione Circolo dei lettori.
“Quando è nato il festival, ormai tre anni fa, parlare di identità rappresentava una novità sul panorama culturale, oggi possiamo dire che in un mondo sempre più tumultuoso Radici ha anticipato i tempi esplorando le passioni, i contrasti e il dialogo tra idee diverse che infiammano l'attualità” ha aggiunto l’assessore all’Emigrazione della Regione Piemonte, Maurizio Marrone.
Radici ha preso il via al Circolo dei lettori nel pomeriggio di giovedì 13 novembre con l’incontro "I Musei regionali dell’Emigrazione piemontese: Frossasco e Santa Maria Maggiore", con i rappresentanti dei Piemontesi nel Mondo: Ugo Bertello, Davide Rosso, Claudio Cottini, Rosanna Napoli, Chiara Monferrini, Joaquin Coniglio e Alfons J. Ravelli. Un momento di dialogo tra i presidenti e i comitati di gestione dei musei, le amministrazioni locali e le associazioni di emigrati, per raccontare la memoria viva dell’emigrazione piemontese e le sue radici culturali.
Si è poi svolta una lectio di Paola Mastrocola, dal titolo “La nostalgia degli dei e il mito, un percorso tra Nietzsche, la fine del sacro e la trasformazione del mito nel nostro tempo”; nella serata, il debutto della "Trilogia triestina" di Mauro Covacich: tre monologhi, un viaggio letterario tra Trieste e i suoi grandi scrittori.
Come da consuetudine, al Festival c’è stato anche il cinema, a mezzanotte. In questa terza edizione di Radici di mezzanotte, al Cinema Romano, per ogni sera del festival, si rende omaggio a Claudia Cardinale. Il primo film proiettato è stato "I soliti ignoti" di Mario Monicelli, presentato da Giuseppe Culicchia ed Enrico Verra, in collaborazione con Aiace Torino.
Il calendario di domani, sabato 15 novembre, si apre alle ore 11.30 al Circolo dei lettori, con l’incontro con Judith Koelemeijer, autrice di "Etty Hillesum. Il racconto della sua vita", in dialogo con Elena Loewenthal. Seguirà, alle ore 12, Riccardo Gasperina Geroni con "Ricominciare. Classici della letteratura italiana 1939-1962", un saggio che ripercorre la storia culturale italiana tra guerra e dopoguerra. Nel pomeriggio, alle 15, la poeta Vivian Lamarque e la scrittrice, curatrice e conduttrice della trasmissione Fahrenheit di Rai Radio 3 Susanna Tartaro si confrontano in "La poesia delle radici", dialogo sulla forza vitale e spirituale della poesia. A seguire, alle 16, Alessandro Aresu e Lucio Caracciolo discutono di geopolitica in "La Cina è (sempre più) vicina", mentre alle 16.30 Giorgio Amitrano rende omaggio a Yukio Mishima, seguito dalla presentazione de "L’esercito di Mishima" di Daniele Dall’Orco. Si proseguirà, alle ore 17, con il documentario "Radici. L’italianità come stato dell’anima", realizzato da Sofia Quercetti e Simona De Simone, grazie all’Istituto italiano di cultura e al Consolato Generale d’Italia a Cordoba. Il documentario racconta della storia degli italiani in Argentina, ripercorre le tappe dell’emigrazione e si sofferma sulla trasmissione della lingua d’origine tra le generazioni, in città come Córdoba, Colonia Caroya, San Francisco. Segue, alle 18, l’incontro con il grande artista Milo Manara, in dialogo con Fulvia Caprara, su "Il Nome della Rosa vol. 2", ripercorrendo la sua carriera tra erotismo, arte e cultura pop. E poi ancora l’incontro "Alle radici dell’odio", alle 19, con Alessandro Campi e Paolo Borgna, dedicato al saggio "Una esecuzione memorabile", sull’uccisione di Giovanni Gentile. La serata prosegue, alle 21, con l’ultimo episodio della "Trilogia triestina", con Mauro Covacich che dedica il suo monologo a Umberto Saba e si conclude al cinema con Radici di mezzanotte, che propone La pantera rosa di Blake Edwards per l’omaggio a Claudia Cardinale.
Infine, la giornata conclusiva, domenica 16 novembre, si apre alle ore 10, con "Tra respiro e reminiscenza, laboratorio sul mondo del profumo" con Diletta Tonatto. Più tardi doppio appuntamento, alle ore 12: Buon compleanno, “La Biennale di Venezia” per celebrare il primo anniversario della rinata rivista di Arte, Cinema, Danza, Musica, Teatro, Moda con il presidente Pietrangelo Buttafuoco; e "Sull’attualità dei classici", con Simone Regazzoni e Valeria Parrella, un dialogo su filosofia, letteratura e rilettura del passato. Seguirà, alle ore 12.30, "A ritroso, in cerca della verità, verso l’origine di ogni cosa", con Nadia Terranova e Valeria Curzio, un confronto su identità, memoria familiare e ricerca personale. Nel pomeriggio, sul tema "Identità": alle ore 15, nuove e storiche migrazioni a confronto, curato da Maddalena Tirabassi direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, con Riccardo Roba, Elisa Colla, Andrea Ballatore, Luz Allegranza, membro del Gap, Gioventù Argentina-a Piemontèisa, il gruppo giovanile della Fapa, Federazione delle Associazioni Piemontesi d'Argentina, Manuela Paterna Patrucco e Anna Coggiola del Circolo Piemontesi Messico, mette in dialogo generazioni di emigrati piemontesi. Alle 15.30 tocca a Luciano Lanna presentare "Attraversare la modernità", con Davide Rondoni, mentre alle ore 16 Francesco Piccolo e Caterina d’Amico ricordano "Il cinema di Suso Cecchi d’Amico", in collaborazione con Giulio Einaudi editore. Nel pomeriggio, alle 16.30, Annalisa Terranova dialoga con Giorgio Ballario su "Margherita. Un incontro al di là del tempo", e alle 17 Massimo Polidoro tiene una lectio a partire da "Il mistero delle origini dell’uomo", tra scienza, mito e antropologia. A seguire, alle ore 18,30, il momento del grande scrittore israeliano David Grossman, che dialoga con Giuseppe Culicchia sul ruolo dello scrittore di fronte alla Storia. Il festival chiude in musica e poesia, alle ore 20, con "Alle radici della poesia a bolu", con i poetas Bruno Agus e Nicola Costantino Farina, accompagnati dai Tenores di Ula Tirso Nicola Argiolas, Gian Luigi Dessì e Nicolò Cossu per un viaggio nelle tradizioni orali sarde e nella potenza della parola improvvisata.
Quattro giorni, dunque, per esplorare le radici dell’identità culturale, tra libri, immagini, voci e memorie. Radici conferma la sua vocazione di luogo di incontro e riflessione, dove il passato è allo stesso tempo memoria e materia viva che continua a parlarci del presente e ci aiuta a guardare al futuro. (aise)