La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo incontra le comunità regionali nel Regno Unito

LONDRA\ aise\ - Oltre 39.000 emiliano-romagnoli vivono oggi nel Regno Unito. Per incontrarli, ascoltare le loro esigenze e rafforzare il legame con la Regione, la Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo ha svolto una missione istituzionale a Londra dal 5 al 7 giugno scorsi. Guidata dalla vicepresidente della Consulta, Elena Ugolini, accompagnata dal vicepresidente dell’Assemblea legislativa di Regione Emilia-Romagna, Giancarlo Tagliaferri, la missione ha visto incontri con la scuola bilingue SIAL.school, con il Consolato Generale d'Italia a Londra, con le associazioni della storica Little Italy londinese fino alla grande festa della comunità piacentina a Villa Scalabrini: “ogni appuntamento ha confermato il valore di una rete che continua a unire persone, storie e generazioni e a mantenere vivo il proprio legame con l'Emilia-Romagna, anche a migliaia di chilometri da casa”.
La missione ha confermato ancora una volta il valore delle comunità emiliano-romagnole nel mondo, secondo le Consulta: comunità che custodiscono la memoria dell'emigrazione, mantengono vivo il legame con i territori d'origine e costruiscono ogni giorno nuove opportunità di relazione tra l'Emilia-Romagna e i Paesi che le ospitano.
Nel Regno Unito, i 39 mila emiliano-romagnoli iscritti all'AIRE sono una presenza che affonda le proprie radici nella grande emigrazione storica proveniente soprattutto dalle province di Piacenza e Parma e che oggi continua a rinnovarsi attraverso le nuove mobilità di studenti, professionisti e giovani famiglie.
In questo contesto, le associazioni degli emiliano-romagnoli rappresentano molto più di semplici luoghi di aggregazione: sono presìdi di identità, cultura e solidarietà, capaci di mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunità regionale e di trasmetterlo alle nuove generazioni. È proprio questo patrimonio di relazioni che la Consulta continua a sostenere e valorizzare attraverso la propria attività istituzionale.
Uno dei principali obiettivi della missione è stato l'approfondimento del tema della lingua italiana e del suo ruolo nel mantenimento del legame tra le nuove generazioni e le proprie radici culturali.
Per questo motivo la vicepresidente Ugolini ha incontrato i responsabili della SIAL School, l'unica scuola bilingue italiano-inglese presente nel Regno Unito e riconosciuta sia dalle autorità britanniche sia da quelle italiane. Nel corso del confronto con la dirigente Alessia Sbicca, con il presidente di SIAL Charity, Alberto Pravettoni, e con Francesca Nelson-Smith, fondatrice del progetto, è emerso il valore di questa esperienza educativa come presidio culturale e linguistico per le famiglie italiane residenti nel Regno Unito.
La visita ha rappresentato anche l'occasione per riflettere sulle prospettive future dell'insegnamento dell'italiano a Londra e sulle opportunità di rafforzamento dell'offerta formativa. Un tema particolarmente sentito dalla Consulta, che considera la trasmissione della lingua italiana uno strumento essenziale per mantenere vivo il rapporto tra le comunità all'estero e l'Emilia-Romagna.
Successivamente Ugolini ha incontrato Rosalia Sinaguglia, referente dei corsi di lingua italiana, insieme ad Alessandro Gaglione, presidente del Comites di Londra. Dal confronto è emersa la necessità di sostenere e rafforzare la presenza dell'italiano nel sistema educativo britannico, soprattutto alla luce delle difficoltà che negli ultimi anni hanno interessato il settore a seguito della Brexit.
Tra le ipotesi emerse durante gli incontri vi è la possibilità di avviare percorsi sperimentali per la creazione di sezioni italiane o bilingui all'interno di scuole britanniche già interessate da attività di insegnamento della lingua italiana, valorizzando le esperienze esistenti e creando maggiori opportunità di continuità educativa.
La missione ha previsto anche un importante momento di confronto istituzionale presso il Consolato Generale d'Italia a Londra. Il confronto ha consentito di approfondire le principali questioni che interessano la collettività italiana residente nel Regno Unito, a partire dall'evoluzione dei servizi consolari e dagli effetti che il nuovo contesto post-Brexit continua a produrre sulla vita quotidiana dei cittadini italiani.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell'istruzione e della promozione della lingua italiana. In questo ambito sono stati condivisi gli spunti emersi durante gli incontri con le realtà educative londinesi, evidenziando la necessità di rafforzare gli strumenti capaci di mantenere vivo il patrimonio linguistico e culturale italiano tra le nuove generazioni.
Uno dei momenti più significativi della visita è stato l'incontro con i rappresentanti delle associazioni emiliano-romagnole attive a Londra, ospitato presso il Circolo Italiano di Clerkenwell, nel cuore della storica "Little Italy" londinese. Per la Consulta questo appuntamento ha rappresentato il cuore della missione.
Nel corso del confronto sono emerse le storie di una presenza emiliano-romagnola che continua a rinnovarsi. Accanto ai discendenti delle grandi migrazioni provenienti dall'Appennino parmense e piacentino convivono oggi giovani professionisti, studenti e famiglie che hanno scelto Londra come luogo di lavoro e di crescita personale.
Una comunità articolata e dinamica che continua a riconoscere nelle associazioni un punto di riferimento fondamentale e che conferma quanto il legame con l'Emilia-Romagna resti vivo anche a migliaia di chilometri di distanza.
Particolarmente suggestiva è stata la scelta di svolgere questo incontro a Clerkenwell, il quartiere che tra la fine dell'Ottocento e il Novecento è stato il principale punto di approdo dell'emigrazione italiana a Londra. Qui, attorno alla Chiesa di St Peter's e alle storiche reti associative della comunità italiana, si è sviluppata quella che veniva definita la "Little Italy" londinese. Un luogo che ancora oggi rappresenta un simbolico ponte tra la storia dell'emigrazione e le nuove mobilità contemporanee.
La missione è proseguita con la partecipazione all'evento organizzato dalla Federazione delle Associazioni Piacentine a Londra presso Villa Scalabrini, luogo simbolico dell'emigrazione italiana nel Regno Unito.
L'iniziativa, inserita nel progetto "Voci piacentine a Londra: percorsi e legami" sostenuto dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, ha riunito oltre 250 partecipanti in una giornata che ha celebrato il valore delle radici, della memoria e della partecipazione associativa.
La presenza di tante famiglie, giovani e rappresentanti delle associazioni ha offerto una testimonianza concreta della vitalità della comunità emiliano-romagnola nel Regno Unito e della capacità delle associazioni di creare occasioni di incontro e di trasmissione della propria identità culturale.
Particolarmente significativo è stato il riconoscimento conferito a Giovanni Antonioni, fondatore e presidente dell'Associazione Pedina Val d'Arda, per il contributo offerto nel corso degli anni alla crescita della comunità piacentina a Londra.
La serata ha evidenziato la capacità delle associazioni di costruire relazioni tra territori e generazioni diverse, coinvolgendo non soltanto i discendenti dell'emigrazione storica ma anche i giovani emiliano-romagnoli arrivati più recentemente nel Regno Unito. Una comunità che continua a evolversi senza perdere il proprio legame con le radici.
La missione si è conclusa con la partecipazione alla Santa Messa dei piacentini presso la Chiesa italiana di St Peter's Church, luogo simbolo della presenza italiana a Londra.
La celebrazione ha rappresentato un momento di raccoglimento e di memoria dedicato alle generazioni di emiliano-romagnoli che nel corso del tempo hanno contribuito alla crescita delle associazioni e delle comunità regionali nel Regno Unito.
“La visita londinese - ha commentato la Consulta – ha mostrato come il patrimonio più prezioso costruito dall'emigrazione non sia soltanto fatto di storie individuali, ma soprattutto di comunità capaci di rimanere unite nel tempo, di custodire le proprie radici e di trasformarle in una risorsa per il futuro”. È in questa rete di relazioni, esperienze e valori che la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo vuole continuare a “riconoscere una delle sue missioni più importanti: accompagnare, sostenere e valorizzare le comunità regionali all'estero, rafforzando un legame che continua a rendere l'Emilia-Romagna una comunità senza confini”. (aise)