La Saig inaugura la prima “Panchina Rossa” della Svizzera romanda: la cerimonia a Carouge

GINEVRA\ aise\ - Una panchina rossa come simbolo della lotta contro il femminicidio, anche in Svizzera. Questo il progetto promosso dalla Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG) che nei giorni scorsi ha inaugurata la panchina nella città di Carouge e che presto arriverà anche nelle città di Chêne-Bourg e a Onex.
Il coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro, ha presenziato infatti all’inaugurazione insieme alla sindaca di Carouge, Sonja Molinari, svolta lo scorso 24 marzo, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e associazioni nella promozione di una cultura fondata sul rispetto e sull’inclusione.
Questo "è un giorno di memoria, riflessione e impegno – ha commentato Vaccaro -: siamo qui per inaugurare una Panchina Rossa nella città di Ginevra, un simbolo visibile e potente nella lotta contro il femminicidio e ogni forma di violenza contro le donne. Questa panchina rappresenta chi non è più tra noi, ma non deve essere dimenticato. Ogni volta che qualcuno si siederà qui, dovrà ricordare che la violenza di genere non è un fatto privato: è una violazione dei diritti umani, un fallimento della nostra società, una ferita aperta nel tessuto comunitario”.
La Panchina Rossa diventa così, secondo il coordinatore SAIG, “non solo un luogo di memoria, ma anche un monito a non restare indifferenti, un invito all’azione quotidiana, una promessa di impegno permanente”.
Un ultimo pensiero “profondo” Vaccaro lo ha dedicato a tutte le vittime, a chi “continua a vivere nella paura e a chi lotta per una vita libera dalla violenza”: “a loro dedichiamo questo gesto simbolico ma significativo. Che questa panchina ci ricordi ogni giorno che la lotta contro la violenza di genere è una responsabilità condivisa e urgente”.
Da parte sua, la sindaca Molinari ha ribadito con convinzione il valore dell’iniziativa, sottolineandone la forte valenza simbolica e sociale: “Tristezza e indignazione, sì! Perché è ancora necessario denunciare, “uscire dal silenzio”, il dramma vissuto da tante donne (e anche da giovani ragazze) vittime di violenza, spesso proprio all’interno dello spazio coniugale, che dovrebbe proteggere, accogliere, essere luogo di dialogo e di condivisione, e che invece diventa addirittura il luogo della morte”.
Convinti dell’importanza di rafforzare la sensibilizzazione e la denuncia dei femminicidi e, più in generale, delle violenze contro le donne (e le giovani ragazze), le autorità di Carouge hanno accolto la proposta della SAIG di partecipare a questa campagna. La scelta di Place de Sardaigne non è casuale: “è un luogo centrale, vivace, ma anche uno spazio di respiro e di riflessione – ha spiegato la Sindaca -. E poi, proprio accanto, si trova la scultura di Jo Fontaine, che rende omaggio agli immigrati italiani, donne e uomini, che hanno contribuito a plasmare la nostra città”.
La “Panchina rossa” si inserisce infatti in un più ampio movimento internazionale volto a mantenere alta l’attenzione sul rispetto dei diritti delle donne e sulla necessità di contrastare ogni forma di violenza di genere.
Alla cerimonia erano presenti anche la presidente del Comites di Ginevra, Laura Facini, e il vicepresidente Dario Natale, insieme a circa cinquanta partecipanti, segno concreto della sensibilità della comunità verso queste tematiche.
Hanno inoltre preso parte all’evento i membri del Comitato SAIG, Menotti Bacci, Vincenzo Bartolomeo, Antonio Bello e Gino Piroddi, insieme all’Associazione Carabinieri ONU e a una rappresentanza del Gruppo Alpini Ginevra, a testimonianza del forte coinvolgimento del tessuto associativo locale. (aise)