L’Abm porta il nuovo Museo dell’Emigrazione Veneta a Roma per il convegno “Il PNRR per i luoghi della cultura”

ROMA\ aise\ - Un patrimonio culturale che non si limita a conservare la memoria, ma la rende viva, aperta e, soprattutto, a disposizione di tutti. Si è chiuso martedì scorso, 23 giugno, a Roma il convegno nazionale "Il PNRR per i luoghi della cultura: risultati e prospettive per un patrimonio accessibile", una due giorni di lavori e dibattiti promossa dalla Direzione generale Musei insieme alla Fondazione MAXXI. Particolare interesse ha suscitato il “caso Belluno” sul quale si è concentrata la relazione di Marco Crepaz, direttore dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, intervenuto nel panel pomeridiano dedicato agli allestimenti manifesto nei luoghi della cultura privati. Crepaz ha illustrato la nascita del MEV - Museo dell’Emigrazione Veneta di Belluno, un’opera resa possibile proprio grazie al bando del PNRR gestito dal Ministero della Cultura e che verrà ufficialmente inaugurata sabato 4 luglio.
Nel suo intervento, il direttore dell’Abm ha lanciato un messaggio chiaro: le risorse del PNRR non sono state ad appannaggio esclusivo dei grandi poli metropolitani, ma hanno rappresentato un'opportunità di riscatto fondamentale per le realtà territoriali più piccole e di periferia. Strutture radicate nelle comunità locali hanno così trovato le risorse per ampliarsi, evolversi e strutturarsi come punti di riferimento scientifico e culturale su scala regionale e nazionale.
Attraverso i fondi europei, il MEV, secondo Crepaz, ha concretizzato cinque direttrici d'azione strategiche: l'accessibilità, per l'abbattimento totale delle barriere fisiche e sensoriali; la fruibilità, estesa a ogni tipologia di pubblico; la divulgazione scientifica verso le nuove generazioni; la conservazione della memoria tramite archivi digitali; l'innovazione tecnologica.
L'obiettivo del museo bellunese – che raccoglie l'eredità del MiM (Museo interattivo delle Migrazioni) fondato nel 2013, proprio mentre l'Associazione festeggia i suoi 60 anni di attività – è rimettere al centro del dibattito la storia dell'emigrazione veneta. Una vicenda imponente (inserita nel grande flusso dei 25 milioni di italiani partiti tra l'Ottocento e il Novecento) di cui però si parla ancora troppo poco. Da qui la scelta del motto programmatico del MEV: "Una storia che ci riguarda". Un gioco di parole dove il termine "riguarda" indica sia un fenomeno che interessa il presente di tutti noi, sia l'atto di "guardare di nuovo" e direttamente dentro la nostra identità e il nostro passato.
La struttura, completamente rinnovata, si presenta oggi al pubblico con dotazioni tecnologiche all'avanguardia: un'applicazione multilingue per i percorsi di approfondimento, visori immersivi a 360 gradi per l'esplorazione virtuale, sistemi di realtà aumentata pensati per i bambini e una sala eventi modulare predisposta per la regia digitale e le trasmissioni in streaming.
“Il convegno romano non si è configurato solo come una passerella di risultati, ma ha aperto un serio tavolo di discussione sulla governance della fase post-PNRR. Ora che questa straordinaria missione economica volge al termine, la sfida per il sistema museale italiano, sia pubblico che privato, si sposta sulla sostenibilità a lungo termine del cambiamento culturale innescato”, ha concluso l’Abm. (aise)