Stare nel mondo: migrazione e nuove mobilità al centro della ricerca di Migrantes

ROMA\ aise\ - L'Italia contemporanea si trasforma attraverso lo squilibrio demografico, la multiculturalità e, soprattutto, una mobilità complessa che ridisegna territori, famiglie e relazioni internazionali. È questo il quadro emerso dalla presentazione del volume "Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale", curato da Fabio Introini, Delfina Licata e Cristina Pasqualini (ed. il Mulino) e realizzato da Fondazione Migrantes e Istituto Toniolo in collaborazione con Istat.
Al centro dell'analisi, in uscita il prossimo 30 ottobre, spicca la questione migratoria e di emigrazione: l'Italia si conferma contemporaneamente Paese di immigrazione, di transito e di consistente emigrazione verso l'estero. La mobilità oltreconfine dei cittadini italiani non segue più un unico modello tradizionale, ma si articola tra fughe di giovani talenti, circolazione professionale, ritorni nei Paesi d'origine, ricongiungimenti familiari e scelte residenziali nell'età della pensione.
Dallo studio - basato su analisi statistiche e 200 interviste biografiche incrociate tra giovani di 18-34 anni e i rispettivi nonni - emerge un chiaro spaccato sul profilo dei cittadini italiani con background migratorio e dei cosiddetti "expat" (giovani nati in Italia ed emigrati all'estero, oppure giovani di origine italiana nati oltreconfine). I dati mostrano come le due categorie esprimano traiettorie differenti: i primi raccontano processi di integrazione e doppia appartenenza, mentre i secondi vivono la mobilità internazionale mantenendo salde le radici con la madrepatria.
I numeri evidenziano anche le forti disuguaglianze e le spinte alla mobilità interna e internazionale: in quarant'anni il rapporto demografico è passato da 52 anziani ogni 100 giovani a circa 140 over 65 ogni 100 giovani, con la fascia giovanile tra i 18 e i 34 anni calata del 22,9% rispetto al 2002. Nelle aree rurali del Mezzogiorno lo spopolamento giovanile ha superato il 32%, mentre la povertà assoluta colpisce il 14% dei minori italiani e raggiunge il 43,7% tra i minori stranieri.
“La collaborazione di queste tre organizzazioni può e deve portare certamente ad analizzare la realtà, ma anche dare poi il proprio contributo nell’affrontare le criticità di oggi: le necessità che emergono nella vita delle persone, le forme di fragilità e le carenze di un sistema pubblico e privato a volte troppo distante da singoli e famiglie”, ha dichiarato nel suo intervento il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.
Nelle sue conclusioni, Anna Maria Tarantola ha rimarcato come “solo con un cambiamento culturale profondo, che guidi le decisioni politiche e i comportamenti di istituzioni, aziende, comunità, si può realizzare un nuovo patto sociale tra generazioni ed etnie in grado di restituire equilibrio tra chi dà e chi riceve, tra chi lavora e chi ha lavorato, tra chi nasce e chi arriva in un contesto di turbolenta innovazione tecnologica”. (aise)