Il Natale di Roma a Madrid fra presenza, voce e visione condivisa

Foto: Maria Luisa Meoni
MADRID\ aise\ - Il 21 aprile 2026 Madrid ha vissuto una giornata di singolare intensità, di quelle che non si limitano a occupare il tempo di un calendario, ma lasciano nell’aria il senso pieno di una memoria che torna a farsi presenza, voce, visione condivisa. Nel segno del Natale di Roma, la capitale spagnola si è infatti trasformata in un luogo vibrante di incontro fra storia e coscienza, fra eredità culturale e partecipazione viva, restituendo all’Urbe non il carattere remoto di una grandezza consegnata ai secoli, ma la forza ancora ardente di un modello capace di interrogare il presente e di illuminare, con la sua perenne attualità, il cammino delle comunità contemporanee. A rendere possibile questa celebrazione densa di significati è stata l’associazione LATIUM, presieduta da Elisabetta Bagli, cui va riconosciuto il merito di avere ideato e promosso un’iniziativa di alto profilo culturale, capace di coniugare rigore, sensibilità divulgativa e autentica tensione ideale, dando forma a un appuntamento che ha saputo onorare Roma non in modo rituale, ma nella sua essenza più profonda, civile, simbolica e universale.
La mattinata si è aperta con uno dei momenti più alti e fecondi dell’intera giornata, affidato al dialogo con gli studenti delle scuole superiori, coinvolti in una lezione magistrale condotta dall’architetto Antonio Gnisci sul tema de “Il modello di Roma nelle province”. Non una semplice conferenza, dunque, né un esercizio accademico confinato entro la sola trasmissione del sapere, ma uno scambio vero, acceso, partecipe, nel quale il pensiero si è fatto relazione e la conoscenza ha trovato il suo compimento nell’ascolto reciproco. Domande, curiosità, intuizioni e riflessioni hanno animato l’incontro, restituendo l’immagine di una gioventù pronta a misurarsi con la storia non come con un fondale immobile, ma come con una materia viva, interrogabile, ancora capace di generare coscienza critica. In questo quadro, Roma si è rivelata ai giovani presenti non come una memoria distante e solenne, ma come una matrice culturale ancora pulsante, una forma del vivere civile e dell’immaginare la città che continua a riverberarsi nel presente, offrendo strumenti preziosi per comprendere il paesaggio urbano, i processi della convivenza e il senso stesso dell’appartenenza a una civiltà.
A seguire, con una naturalezza che ha dato ulteriore nobiltà all’intera impostazione dell’iniziativa, grande spazio è stato riservato anche ai più piccoli, protagonisti di un laboratorio creativo condotto da Francisca López e Paola Resta insieme agli alunni della scuola elementare, guidati dal maestro Briasco. È stato un momento di particolare suggestione, nel quale Roma ha cessato di essere un racconto affidato soltanto ai libri per diventare immagine, gesto, fantasia, esperienza condivisa. Attraverso attività artistiche e narrative, i bambini hanno potuto accostarsi al mito, alla storia e all’immaginario romano con immediatezza e stupore, entrando in contatto con un patrimonio immenso mediante il linguaggio naturale dell’infanzia, fatto di creatività, intuizione e meraviglia. Così la storia si è fatta vicina, quasi tangibile; il racconto è divenuto gioco e scoperta; la memoria si è trasformata in un bene comune da abitare insieme. Ed è proprio in questa capacità di coinvolgere generazioni diverse, parlando a ciascuna con il registro più autentico e più adatto, che l’iniziativa promossa da LATIUM ha rivelato una delle sue qualità più preziose.
Il programma pomeridiano ha assunto poi una particolare solennità grazie alla presenza di autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo: il Console Generale Spartaco Caldararo, il Console Giacomo Grandesso, la Consigliera Culturale dell’Ambasciata Antonietta Cornacchia, il Presidente del Comites Madrid Andrea Lazzari, il Segretario Generale della Camera Michela Dell’Acqua, insieme ai rappresentanti delle associazioni Casa Abruzzo, Italoargentinos en España, Italia Altrove, Libreria Italiana e Roma Club Madrid. La loro partecipazione ha conferito all’evento un rilievo ancora più significativo, testimoniando quanto la cultura, quando è proposta con intelligenza, eleganza e profondità, sappia divenire spazio di convergenza, occasione di dialogo, presidio di identità e insieme strumento di apertura. In tale cornice si è svolta la conferenza dell’architetto Antonio Gnisci sul tema “Le città: il modello di Roma nelle province”, che ha offerto al pubblico una lettura lucida, colta e rigorosamente documentata dell’influenza esercitata dall’Urbe nella definizione dei modelli urbani e civili del mondo antico e della loro persistente forza generativa nel tempo. Il suo intervento ha saputo restituire con chiarezza la continuità profonda fra la lezione di Roma e molte delle forme che ancora oggi regolano l’idea stessa di città, mostrando come l’eredità romana non appartenga soltanto alla memoria monumentale, ma continui a vivere nei codici della convivenza, nelle architetture della comunità, nella grammatica stessa dello spazio civile.
A suggellare questa intensa giornata di studio, emozione e appartenenza è stato infine lo spettacolo “RomaVera”, con Elisabetta Bagli ed Emiliano Mancini, che ha restituito in forma artistica e poetica il respiro più profondo, simbolico e culturale di Roma. In quel momento conclusivo, la riflessione si è fatta visione, la memoria si è fatta voce, e il patrimonio evocato nel corso dell’intera giornata ha trovato una traduzione scenica capace di toccare corde intime e condivise. Il pubblico ha partecipato con palpabile trasporto, lasciandosi attraversare da una rappresentazione intensa, elegante e vibrante, nella quale Roma è apparsa non soltanto come città, ma come archetipo, come destino culturale, come luogo interiore dell’immaginario occidentale. Il lungo applauso finale ha così suggellato, con la sua forza spontanea e corale, il pieno successo di un’iniziativa profondamente sentita, capace di unire pensiero e bellezza, formazione e partecipazione, memoria e presente. A chiudere l’esperienza, in un clima di autentica convivialità, sono stati l’eccellente Montepulciano d’Abruzzo offerto dall’associazione CASA ABRUZZO, La Casa degli Abruzzesi in Spagna, e le prelibatezze italiane offerte da Negrini, quasi a completare nel segno del gusto e dell’ospitalità una giornata che, grazie alla raffinata regia culturale dell’associazione LATIUM e alla guida della sua presidente Elisabetta Bagli, ha saputo rendere omaggio a Roma con intelligenza, intensità e autentico splendore. (Annarita Della Penna*\ aise)
* direttrice di Casa Abruzzo – La Casa degli Abruzzesi in Spagna