La cucina italiana negli USA fra adattamento e tradizione: We the Italians intervista Alice Gregori dell’APCI

ROMA\ aise\ - “Il cibo e la cucina sono sempre fondamentali nel descrivere l’Italia negli Stati Uniti. Con questa intervista, dunque, inauguriamo una nuova collaborazione, quella con la sezione del Nord America di APCI - Associazione Professionale Cuochi Italiani. A rappresentare tutti loro, Alice Gregori”. Questa la premessa con cui Umberto Mucci, fondatore e direttore del portale bilingue “We the Italians”, ha realizzato l’intervista alla cuoca italiana attiva anche negli USA.
R. Cara Alice, raccontaci la tua storia… da dove sei partita in Italia, e come e quando e dove sei arrivata negli Stati Uniti?
D. …Ho iniziato come private chef, portando nelle case americane la cucina italiana di casa. Oggi questo percorso è diventato Noi Due Farm – The Kitchen, situato nella mia casa e nella piccola azienda agricola di famiglia a Woodside, California. Questo spazio cucina dedicato e autorizzato è il luogo in cui oggi ospito cene private farm-to-table, esperienze di cucina italiana e pranzi in stile agriturismo, ispirati agli ingredienti stagionali, alle tradizioni regionali italiane e al piacere di ritrovarsi attorno alla tavola. Invitiamo i vostri lettori a seguire il nostro account Instagram.
D. Alla fine dello scorso anno la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Cosa ne pensi? Come descriveresti questa eccellenza italiana al famoso marziano che arriva sulla terra?
R. Sono molto felice di questo riconoscimento, perché non riguarda solo la cucina italiana come insieme di ricette, ma tutta la cultura che c’è dietro: il rapporto con gli ingredienti, la stagionalità, il gesto del cucinare per qualcuno, il valore della tavola condivisa. Allo stesso tempo, vivendo e cucinando all’estero, sento anche una responsabilità ancora più grande nel rappresentare questa tradizione con rispetto e verità.
D. La cucina italoamericana è un’evoluzione delle ricette che gli emigrati italiani portarono dall’Italia, arrivando in un Paese dove però gli ingredienti non erano nemmeno comparabili a quelli italiani… ci aiuti a descrivere la cucina italoamericana agli italiani che vivono in Italia e ne sanno poco?
R. La cucina italoamericana nasce dall’adattamento: gli emigrati italiani hanno portato le loro ricette e la loro memoria culinaria in un Paese dove spesso gli ingredienti disponibili erano molto diversi. Da lì è nata una cucina nuova, che mantiene l’anima italiana ma si è evoluta con prodotti, quantità e gusti locali.
Mi sento fortunata perché vivo in California, dove la qualità delle materie prime è altissima. Nel raggio di poche miglia posso trovare ottimi produttori locali, oltre ai prodotti della mia piccola fattoria, e questo mi permette di replicare molto bene molte ricette tradizionali italiane, usando ingredienti californiani e in modo sostenibile. Ci sono però differenze importanti, soprattutto su alcuni prodotti: per esempio il pesce dell’oceano è molto diverso da quello del Mediterraneo, per varietà, dimensioni e sapore. Questo significa che non tutti i piatti di mare che conosciamo in Italia si possono riprodurre allo stesso modo — e anche questo credo fa parte dell’evoluzione naturale di una cucina quando cambia territorio.
D. Secondo te, i prodotti originali italiani riuscirebbero a proporre un nuovo arrangiamento per alcuni piatti italoamericani?
R. Credo di sì, e in parte sta già succedendo. Quando ingredienti italiani autentici incontrano piatti nati dall’evoluzione italoamericana, può nascere un nuovo equilibrio molto interessante. Non si tratta di “correggere”, ma di dialogare tra tradizione e storia migratoria. Molti piatti italoamericani sono nati come adattamenti generosi e creativi, legati agli ingredienti disponibili in quel momento. Oggi, con più accesso a prodotti italiani originali e di qualità, alcuni di questi piatti possono essere reinterpretati con maggiore precisione di sapore e rispetto della materia prima”.
Sul sito di We the Italians è disponibile l’intervista integrale sia in italiano che in inglese. (aise)