L'Argentina è lucanità: i Lucani nel Mondo celebrano il tango di Josè Libertella a Calvera

POTENZA\ aise\ - L’Argentina, e Buenos Aires, sono Italia. Sono Basilicata. Sono lucanità. Così, il Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e della CIM Basilicata, Luigi Scaglione, ha aperto le celebrazioni a Calvera, in provincia di Potenza, del tanghero italo-argentino Josè Libertella. Celebrazioni che dopo gli incontri di ieri proseguiranno oggi e nel weekend a Policoro.
Josè Libertella, si legge nella sua anagrafe, è nato il 9 luglio 1933 a Calvera ed emigrato a meno di un anno a Buenos Aires; cresciuto nel “barrio” di Villa Lugano ben presto comincia a suonare il bandoneón. Il suo precoce talento lo porta già da adolescente, alla fine degli anni ’40, a suonare in prestigiose orchestre di tango, fra cui quelle di Osmar Maderna e Carlos Di Sarli, fino a fondare nel 1973 il famoso Sexteto Mayor. Occupa un posto di grandissimo rilievo nella Storia del Tango per essere stato uno dei “traghettatori” del genere musicale dal periodo di decadenza, iniziato negli anni ’60, alla rinascita degli anni ‘80; e ciò grazie agli spettacoli “Tango Argentino” del 1983 e “Tango Pasión” del 1992, portati in giro per il mondo, che lo hanno visto, con il Sexteto Mayor, fra gli ideatori ed interpreti.
Scompare a Parigi a 71 anni, l’8 dicembre 2004, alla vigilia dell’ennesimo concerto che avrebbe dovuto tenere, carismatico direttore d’orchestra e geniale arrangiatore, fecondo compositore di brani antologici, in possesso di non comuni capacità tecniche e interpretative nel suonare il bandoneón, è oggetto tutt’oggi di una grande devozione, un vero e proprio cult, fra gli appassionati di Buenos Aires e di tutto il mondo.
Nel corso dell’evento, al quale erano presenti tangheri italiani e argentini, laboratori teatrali e di ballo, degustazioni lucane con il “mischiglio” protagonista e le “empanadas” argentine, oltre alla inaugurazione di una mostra fotografica e pittorica in onore di Libertella e la donazione di un opera scultorea dell’artista lucano Antonio Cillis che ricorda i bandoneones argentini, interpretati dal vivo ieri da Mariano Navone. (aise)