Mattmark: Ilario Bagnariol a Fiume Veneto con l’Efasce

PORDENONE\ aise\ - “In un primo momento non mi accorsi di nulla. Poi sentii un picchettio sulla macchina. Un capocantiere per attirare la mia attenzione tirava dei sassi. Così mi accorsi che attorno a me non c'era più nessuno: tutti erano scappati di fronte all'enorme massa di ghiaccio che stava per travolgerci, scendendo dall'alto ad una velocità spaventosa. Mi salvai per appena 7 metri”.
Così Ilario Bagnariol, uno dei sopravvissuti, ricorda il disastro della diga di Mattmark, avvenuto in Svizzera il 30 agosto del 1965. Quel giorno il distacco di un fronte del ghiacciaio Allalin colpì il sottostante cantiere della diga che si stava costruendo in materiali naturali come roccia e terra. Nella valanga perirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani. Un evento - che è la più grande tragedia in Europa dell’emigrazione italiana insieme a quella di Marcinelle - che Bagnariol visse all’età di 23 anni, giovane operatore di bulldozer emigrato da Fiume Veneto per lavorare in alcuni dei più grandi cantieri del secondo Dopoguerra tra Lussemburgo e Svizzera. In questo Paese alla fine si è sposato con Margrit Lauper e ha dato vita a una famiglia italo-elvetica ancora profondamente legata alla provincia di Pordenone.
L’intera vita dell’emigrante di Fiume Veneto, dalla nascita alla partenza dall’Italia fino alle esperienze in giro per l’Europa e all’impegno per avere giustizia dopo la tragedia anche in ricordo dei compagni morti, è stata raccolta da EFASCE - Pordenonesi nel Mondo nel nuovo libro della sua collana “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli.
L’opera, dal titolo “Ilario Bagnariol - Mattmark: i sette metri della salvezza”, sarà presentata venerdì 27 marzo alle 18 a Fiume Veneto nell’Aula magna della Casa dello Studente in Piazza Del Des. Un evento che gode del patrocinio del Comune di Fiume Veneto.
Interverranno per i saluti iniziali il presidente di EFASCE Angioletto Tubaro, il sindaco di Fiume Veneto Jessica Canton e il senatore Luca Ciriani ministro per i rapporti con il Parlamento della Repubblica italiana.
“L'impegno di tutti noi - ha scritto il ministro Ciriani nell’introduzione al libro - dovrebbe prendere esempio dal coraggio di Ilario Bagnariol. Si salvò per miracolo e fu tra i primi soccorritori dei suoi colleghi di cantiere. Oggi a lui e a quanti si impegnano per mantenere vivo il ricordo non possiamo che dire grazie: grazie per quello che fate ogni giorno, grazie perché lottate per quelle 88 persone che 60 anni fa nulla hanno potuto”.
"Ilario Bagnariol - ha sottolineato il presidente Tubaro - è testimone vivente dell’epoca dell'emigrazione italiana nel Dopoguerra, delle difficoltà dei nostri corregionali di integrarsi nei nuovi contesti, della loro laboriosità e stima che hanno saputo conquistare nei nuovi mondi in cui si sono trovati a vivere e lavorare, della precarietà della loro esistenza. Noi vogliamo che queste testimonianze rimangano scolpite nel tempo”.
Poi lo stesso Ilario Bagnariol, che arriverà appositamente dalla Svizzera, racconterà i suoi ricordi di vita e la tragedia di Mattmark. Interverranno anche il professor Javier P. Grossutti, che nel libro ha curato un approfondimento sull’emigrazione friulana in Svizzera, e la professoressa Luisa Forte, vicepresidente EFASCE e direttore editoriale della collana Testimoni che ha curato il volume e la sua sezione fotografica.
Modererà l’incontro il giornalista Davide Francescutti, che ha anch’egli preso parte alla stesura dell’opera. Il libro ospita anche lo scritto del consigliere EFASCE Didier Regini che ha accompagnato Bagnariol nell’agosto 2025 alla cerimonia del sessantesimo anniversario (alla quale ha partecipato anche il ministro Ciriani in rappresentanza della Repubblica Italiana) a Mattmark. Grafica a cura di Giovanna Lunazzi e stampa della Tipografia Menini.
In programma pure momenti musicali a cura del Duo AccorDòs e letture sceniche del libro di Michela Passatempo. Seguirà brindisi.
La serata rientra nella serie di tre presentazioni primaverili della collana Testimoni. A fine febbraio al Polo Tecnologico di Pordenone si è tenuta quella dedicata al libro sulla vita di “Vittorio Infanti - Un uomo, cento storie”.
Il 12 aprile al Museo dell’Emigrazione “Diogene Penzi” di Cavasso Nuovo alle 18.30 invece si terrà il concerto del Duo AccorDòs con lettura scenica di Michela Passatempo e Giovanni Vettorello di passi scelti dei libri della collana. (aise)