Radici sono senza confini: la Familia di Colón y San José ha riunito piemontesi di Argentina e Uruguay – di Renato Dutto

BUENOS AIRES\ aise\ - Le radici non conoscono confini. L'Associazione Familia Piemontesa Colón y San José, nella provincia di Entre Ríos, in occasione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica italiana ha riunito comunità di origine piemontese di Argentina e Uruguay. Tra le delegazioni più numerose spiccava quella giunta dalla vicina città uruguaiana di Paysandú, a testimonianza di un legame fraterno che supera le sponde del fiume Uruguay, che scorre da nord a sud nel Sud America, nascendo nella Serra do Mar in Brasile e sfociando nel Río de la Plata, come confine tra Brasile, Argentina e Uruguay.
L'appuntamento ha visto la partecipazione del presidente di FAPA, Federación de Asociaciones Piemontesas de Argentina, Hernan Trossero, che ha sottolineato la centralità di questo asse culturale nello scacchiere dell'emigrazione italiana in Sudamerica.
L'evento, in un clima di profonda commozione e orgoglio identitario, si è articolato in due momenti. Le delegazioni e le autorità locali si sono ritrovate nel prestigioso Museo Histórico Regional de la Colonia San José, luogo che custodisce l'eredità materiale e morale dei primi coloni europei giunti nella provincia di Entre Ríos. La cerimonia ufficiale si è invece svolta nella vicina città di Colón, alla presenza del sindaco José Luis Walser, che ha espresso il «profondo riconoscimento istituzionale verso la Familia Piemontesa, per il prezioso e costante lavoro volto a mantenere vivo il ricordo dei pionieri dell'emigrazione verso l'Argentina». All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell'Unione e Benevolenza de Paysandú, Adolfo Carbone, con Enrique Giordano, della Familia Piemontesa de Paysandú; Laura Moro, consigliere della Fapa.
Un videomessaggio è giunto dal dirigente degli Affari internazionali e cooperazione della Regione Piemonte, Davide Gandolfi, che ha portato a tutti i partecipanti all'evento i saluti del vicepresidente Maurizio Marrone: “Grazie per quello che fate ogni giorno per mantenere questo forte legame tra Argentina e Uruguay e la vostra terra d'origine piemontese”.
L'inno nazionale è stato poi eseguito, nella chiesa parrocchiale dei Santi Giusto e Pastore di Colón, dal coro giovanile “Vecchie canzoni, giovani cuori”, sostenuto dalla Regione Piemonte e voluto dall'Associazione dei Piemontesi di Paranà, guidata dal presidente Daniel Gatti. I rappresentanti della Familia Piemontesa Colón y San José hanno infine espresso la soddisfazione per la riuscita dell'iniziativa, ricordando come “le frontiere si cancellino del tutto quando si condividono la stessa storia e lo stesso identico legato. È stata un'importante occasione di confronto per i giovani e per i membri storici dei circoli, i quali continuano a promuovere lo studio della lingua, delle tradizioni culinarie e della cultura subalpina. L'abbraccio tra le comunità di Colón, San José e Paysandú non è stato solo un omaggio al passato, ma una solida promessa per il futuro dell'associazionismo italiano in America Latina”. (renato dutto*aise)
* Renato Dutto, Piemontesi nel Mondo