Scaglione (Centro Studi Internazionali Lucani Nel Mondo) al convegno sui giovani talenti all’estero

ROMA\ aise\ - Luigi Scaglione del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo è intervenuto di recente, anche in rappresentanza della CIM Confederazione Italiani nel Mondo - Lucani Nel Mondo, al convegno ospitato a Roma, in Palazzo Valentini, dal deputato Pd eletto all’estero Fabio Porta per parlare di giovani talenti italiani nel mondo.
“Intorno al tema dello spopolamento, con il conseguente invecchiamento della popolazione residente e la tendenza dei giovani italiani a trovare uno sbocco lavorativo ed esistenziale in altre aree geografiche, crediamo che ormai si sia formata una consapevolezza nell’opinione pubblica italiana che va sempre più a coincidere con le preoccupazioni di demografi, statistici e scienziati sociali sul futuro del nostro Paese”, sono le riflessioni di Scaglione in seguito all’incontro. “In questo discorso rientra il problema dei numerosi giovani italiani che si sono recati all’estero e prevalentemente negli altri paesi europei rispetto ai quali la classe politica italiana manifesta un approccio ondivago”.
“L’ultimo rapporto Istat”, ricorda Scaglione, “parla di una tendenza che dal 2002 al 2024 si è addirittura quadruplicata, passando dalle 41.000 alle 180.000 uscite, ma che, tenendo conto che si basa solo sulle iscrizioni all’Aire, il numero va rivisto decisamente al rialzo, non fosse altro perché chi emigra, per quanto può, cerca di mantenere la residenza in Italia sia per l’incertezza dei suoi programmi sia per non perdere la tutela sanitaria”.
Quanto alle proposte emerse, Scaglione non è particolarmente ottimista. “Troviamo che, da un lato, esse rispecchiano l’esigenza, non certo trascurabile, di porre in essere rimedi teoricamente in grado di evitarne l’esodo basati, per esempio, sulla mitica qualità della vita del Belpaese e forse anche l’eccessivo scontato radicamento nella terra di origine di chi esce (che non può valere per tutti) e, dall’altra, ipotizzando un incremento delle retribuzioni, magari anche con una conveniente detassazione e un più rapido inserimento nei posti di lavoro nelle proposte più benevole; cosa che nella visione di chi propone queste misure dovrebbe garantire anche il recupero di chi è già uscito. In tutti i casi”, osserva, “si tratta di soluzioni di difficile attuazione anche perché spesso sono al di fuori della portata del Paese, alcune peraltro già sperimentate senza successo negli anni passati”.
L'iniziativa è stata promossa e organizzata congiuntamente da tre grandi realtà di riferimento nazionale e internazionale: UNICEF Italia, presieduta da Nicola Graziano; Fondazione Valori d’Italia, presieduta da Michele Grillo; e Associazione Sportiva Luiss, rappresentata da direttore direttore sportivo dell’Università, Paolo Del Bene. (aise)