Staunovo Polacco nuovo presidente della Provincia di Belluno/ Abm soddisfatto: pronte sinergie per corregionali all’estero

BELLUNO\ aise\ - Marco Staunovo Polacco è il nuovo presidente della Provincia di Belluno. Con la sua guida, per l’Associazione Bellunesi nel Mondo “si apre una nuova fase di dialogo istituzionale”.
L’Abm è stata infatti tra le prime realtà a esprimere la propria soddisfazione per la nomina attraverso le parole del Presidente Oscar De Bona, che ha inviato un messaggio di congratulazioni a nome del Consiglio Direttivo e di tutti i soci.
Secondo il Presidente De Bona, l’esperienza e la conoscenza profonda della provincia da parte di Staunovo Polacco saranno elementi determinanti per gestire le complessità del momento attuale.
“A Marco Staunovo Polacco vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro per questo prestigioso e impegnativo incarico”, ha dichiarato De Bona. “Siamo certi che la sua esperienza e il suo legame con il territorio saranno fondamentali per affrontare le sfide che attendono la nostra provincia”.
L’Abm ha confermato la piena disponibilità a collaborare con l’amministrazione di Palazzo Piloni, evidenziando come la “famiglia bellunese” sparsa per il mondo rappresenti una risorsa non solo simbolica, ma strutturale.
L’associazione sottolinea la vastità di questa rete: una comunità che, includendo i discendenti, supera le 400.000 unità. A questo dato si somma il fenomeno della nuova emigrazione, composta dalle migliaia di giovani bellunesi che oggi vivono e lavorano all’estero, portando con sé competenze e professionalità di alto livello.
“I nostri corregionali all’estero non sono solo custodi della memoria, ma rappresentano una potenzialità enorme per il futuro di questa meravigliosa terra”, ha aggiunto De Bona. L’obiettivo è trasformare questo legame affettivo in opportunità concrete di sviluppo.
Due sono i pilastri dichiarati dall’Abm per costruire la collaborazione con la nuova presidenza provinciale: turismo delle radici e sinergie commerciali.
Il primo è considerato un volano economico e culturale capace di generare flussi turistici di ritorno e valorizzare i piccoli borghi. Col secondo si attiverebbero i talenti bellunesi all’estero per favorire scambi economici e promuovere il “sistema Belluno” sui mercati internazionali.
L’associazione vuole dunque agire come un ponte operativo, convinta che il patrimonio storico e culturale dell’emigrazione bellunese debba essere la base su cui innestare nuove energie per il rilancio della provincia.
“Lavorare insieme significa dare forza alle nostre radici per far crescere i rami del nostro futuro”, ha concluso De Bona. (aise)