Un'italiana a Los Angeles: Paola Piccioli fra produzioni, film e premiere

ROMA\ aise\ - La premiere a Los Angeles è solo di qualche settimana fa. Il film, "The Hermit". Lei, Paola Piccioli, ci ha lavorato come produttrice associata e la sua casa di produzione cinematografica First Child Productions lo ha co-prodotto.
“Girare The Hermit è stata un’avventura dall’inizio alla fine” racconta la bolognese Paola Piccioli, che vive a Los Angeles da nove anni, con una casa di produzione in Italia e una a LA. “Per prima cosa, ho provato una certa emozione nel poter lavorare con attori che in qualche modo avevano segnato la mia crescita - ricordo i pomeriggi passati a guardare Lou Ferrigno in Hercules insieme a mio nonno, da bambina. Da adolescente ho amato i libri e il film di "Una serie di Sfortunati Eventi", dove recitava Marina Weissman, protagonista in The Hermit. Ritrovare lei e Lou Ferrigno nel film che stavamo girando è stato emozionalmente una sorta di ritorno a casa, una connessione fra la vita in Italia e la vita negli Stati Uniti. Ma anche la realizzazione di un sogno”.
La prima parte del film è stato girato a Siracusa, New York, ed era la prima volta in cui Paola Piccioli si avventurava in quella zona dello Stato. Gli scenografi hanno deciso di prendere una piccola costruzione molto malmessa, che si ergeva in mezzo ad una foresta, e la hanno trasformata in una serie di edifici che poi avrebbero costituito il centro di tutta l’azione del film. “Ogni mattina giravamo nella foresta, e spesso dovevamo rimandare l’intero giorno di produzione perché la pioggia era incessante”, spiega ancora Paola. "Durante il weekend mi spingevo con la macchina nella regione dei laghi per esplorare i paesaggi della zona. Un’esperienza poetica, nonostante le moltissime sfide che abbiamo dovuto affrontare”.
Ci sono stati problemi tecnici e di salute che hanno costretto The Hermit ad una pausa di due anni, per poi finire di girare il film a Los Angeles. “Questo film è un miracolo che alla fine è riuscito”, racconta Paola. “D’altra parte quasi tutti i film hanno questa peculiarità, non si sa mai se si riusciranno a girare, a finire, a distribuire, ogni cosa può cambiare sempre all’improvviso”.
“La sera della premiere a Los Angeles, all’inizio di marzo, ho provato una grande gioia a vedere finalmente il lavoro finito e celebrarlo con le persone che ci hanno sostenuto”, afferma ancora la produttrice. “C’è anche un cameo nel film in cui io e gli altri produttori diventiamo vittime della furia omicida di Lou Ferrigno! Devo dire che, anche se come spettatore non vado spesso a vedere horror e thriller (preferisco generi più tranquilli), girarli è la mia attività preferita: gli stunt di combattimento, le lame finte e il sangue di scena, rendono sicuramente il set un luogo ricco di sorprese".
Intanto Paola Piccioli ha prodotto il film "Fatally Yours" insieme a Dino Sardella e Salvatore Sclafani - Dino ne ha anche scritto la sceneggiatura, mentre Salvatore l’ha diretto. Il film è un lavoro della First Child Production di Piccioli e Sclafani, della quale una sede è in Italia (a Bologna), e una negli Stati Uniti (operante attraverso l’intero territorio). “Questo film è un thriller e trovare la protagonista è stato difficilissimo. Ad un certo punto, mi sembra avessimo due o tremila submissions per il ruolo di Jada”, racconta Paola. "Ho guardato 150 provini per il primo round. Dopo averli guardati tutti, io e gli altri produttori stilavamo una lista delle nostre attrici preferite, ma non trovavamo un punto d’accordo: le liste mie, di Dino e di Salvatore erano sempre completamente diverse”.
“Abbiamo svolto le riprese in Kentucky dopo aver vinto un tax credit nella zon” prosegue Paola. "Non avevo mai visto il Kentucky, e sono rimasta sorpresa da quanto il cibo fosse buono. Noi abbiamo scelto di girare a Maysville, un paesino di 1700 persone che per qualche strana coincidenza è anche il luogo in cui è cresciuto George Clooney (o meglio, l’attore è cresciuto nel paesino dall’altra parte del ponte, ma la gente del luogo era orgogliosa di dirci come lui fosse di lì)”.
Essenzialmente non c’erano infrastrutture per girare un film, il che da un lato ha creato vari problemi come il noleggio delle auto (la produzione ha dovuto prenderle in Ohio). Così come per gran parte degli oggetti di scena e l’arredamento, che andavano cercati in città più grandi. La piccola comunità che ospitava le riprese, d’altra parte, ha offerto anche grandi vantaggi del tutto inaspettati: la gente del luogo era incredibilmente ospitale e gentile e aiutavano la produzione in ogni modo.
"Abbiamo avuto accesso a location incredibili: abbiamo girato nella redazione del giornale locale durante le ore di lavoro, con i giornalisti che sono diventati comparse. La polizia locale ci ha lasciato girare dentro alla sua stazione, e due poliziotti sono persino venuti con una volante e hanno interpretato loro stessi in una scena di arresto. Infine abbiamo girato nella prigione locale, attiva, che ospita detenuti ed ufficiali”.
“E’ stata un’esperienza piuttosto intensa, e sono commossa che gli abitanti della città ci abbiano aperto le porte in questo modo spontaneo e generoso per la realizzazione di questo film, attualmente in post produzione”, spiega Paola Piccioli.
In realtà Paola Piccioli è anche attrice e nel 2025 ha lavorato anche nel film Golden, un’esperienza particolare, un film in bianco e nero che celebra l'Italia vista attraverso gli occhi di due turisti americani che si innamorano a Roma. "Da un punto di vista attoriale, recentemente ho anche lavorato in alcuni progetti come Holding Court”, conclude Piccioli, "e collaborato in maniera regolare con Dhar Mann Studios, uno studio che produce contenuto digitale con storie di tipo morale, con più di 160milioni di follower, una serie di studi e un recente contratto con Fox Entertainment”. (Maria Grazia Palmieri\aise)