20° Rapporto Federculture su Impresa e Cultura

TORINO\ aise\ - Quello della cultura è un settore articolato che rappresenta una parte importante dell’economia dei nostri territori, un vero e proprio comparto produttivo oltre che una componente fondamentale per la crescita e la coesione sociale del Paese.
Il rapporto annuale “Impresa Cultura”, realizzato da Federculture, l’associazione nazionale che rappresenta le imprese culturali e i soggetti pubblici e privati che gestiscono beni e attività culturali, ne fotografa ogni anno lo stato di salute e l’andamento in termini di risorse, domanda e offerta, oltre ad offrire in ogni edizione un approfondimento su uno specifico tema di attualità.
Il volume fa il punto sullo stato del sistema culturale italiano attraverso dati aggiornati su consumi, finanziamenti, occupazione e turismo e propone analisi ragionate sulle politiche, le criticità e le prospettive di crescita della cultura in Italia.
Il report 2024 (dati 2023) è stato oggetto a Torino di un incontro pubblico ricco di interventi e riflessioni intorno all’ampio quadro informativo e statistico, sia nazionale sia regionale, presentato nel corso dell’evento.
L’appuntamento, organizzato da Federculture, in collaborazione con il Polo del ‘900 e con Fondazione Fitzcarraldo e Osservatorio Culturale del Piemonte, ha visto anche uno spazio dedicato a un approfondimento che, a cura dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, ha evidenziato alcuni aspetti peculiari delle politiche e dei trend nella Regione per un confronto sulle politiche culturali a partire da dati nazionali e regionali. In questa edizione, inoltre, un focus sul tema della gestione della cultura attraverso un approfondimento del fenomeno Fondazioni.
All’incontro sono intervenuti: Alberto Sinigaglia, presidente Fondazione Polo del ’900; Rosanna Purchia, assessora alla Cultura del Comune di Torino; Andrea Cancellato, presidente Federculture; Alberto Bonisoli, responsabile Centro Studi Federculture; Maria Giangrande, coordinatrice Osservatorio Culturale del Piemonte; Alessandra Gariboldi, presidente Fondazione Fitzcarraldo; Lorenza Bravetta, direttrice Museo Nazionale dell’Automobile; Sarah Cosulich, direttrice Pinacoteca Agnelli; Davide de Luca, direttore Fondazione Artea; Samanta Isaia, direttrice gestionale Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino; Francesco Manacorda, direttore Associazione Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea; e Francesco Spano, direttore di Federculture.
LA FOTOGRAFIA NAZIONALE
Il Rapporto disegna per il 2023 un scenario della cultura nel nostro Paese largamente positivo. La cultura ha finalmente agganciato la ripresa e il settore, dopo gli anni bui della crisi post-Covid, vede crescere pubblico, fruizione culturale, consumi, occupazione. Il recupero in tutti gli ambiti, già registrato nel 2022, si consolida e avanza non solo rispetto all’anno precedente, ma ritorna quasi completamente ai livelli del 2019, in alcuni casi superandoli.
Ecco i dati: la spesa in cultura, ricreazione e sport delle famiglie è stata pari a 101,27 euro mensili contro i 91,94 del 2022, con un balzo avanti del 10%; crescita che rimane alta, +4%, anche se si considera l’aumento dei prezzi che ha inciso per il 5,9% anche sulla spesa familiare mensile complessiva.
La voglia di cultura è tornata anche in termini di partecipazione, lo evidenziano i dati relativi agli italiani che hanno fruito di attività culturali: rispetto al 2022, la fruizione culturale fuori casa aumenta mediamente di circa una volta e mezzo e, in alcuni ambiti, come nel caso dei concerti (dall’11,2% al 21,7%) quasi raddoppia. Gli incrementi maggiori si registrano oltre che nei concerti, nel teatro (dal 12,1% al 19,8%), nelle visite a musei e mostre (dal 22,6 al 32,6%) come in quelle ai siti archeologici e monumenti (dal 20,7 al 29,7%).
La crescita della domanda corrisponde ad una ripresa anche dell’offerta, visibile nei dati sull’occupazione culturale: sono 825mila gli occupati culturali nel 2023, pari a quanti erano nel 2019 prima della crisi e del crollo occupazionale verificatosi nel 2020 (-8%). L’aumento nell’anno dell’1,2% è trainato dalla componente degli occupati nelle professioni culturali in settori non culturali, in salita del 5,5% nel 2023 e del +7,7% rispetto al 2019.
LO SCENARIO IN PIEMONTE
A partire dal quadro nazionale la presentazione è stata occasione anche per approfondire lo scenario regionale del settore culturale. I dati contenuti nel Rapporto Federculture mostrano come in Piemonte, i trend siano in linea con quelli dei valori nazionali in tutti gli ambiti considerati.
Rispetto alla fruizione culturale nella regione si riscontrano gli stessi tassi di crescita tra 2022 e 2023 delle medie italiane e anche nei valori 2023 di fruizione si evidenziano livelli mediamente allineati a quelli nazionali e in alcuni casi superiori, come nel caso della fruizione museale (34,4% Piemonte; media Italia 32,6%). In regione risulta invece inferiore al dato italiano quello relativo ai residenti che frequentano il teatro (16,8%; media Italia 19,8%).
Nell’ambito culturale della lettura i dati mostrano come i valori espressi dai residenti in Piemonte siano superiori a quelli nazionali sia rispetto al dato generale di lettura (44,8% contro il 40,1% della media italiana – coloro che leggono almeno un libro l’anno) sia rispetto ai lettori più assidui (da 1 a 3 libri e oltre i 12 libri/anno). Nel confronto con la macroarea regionale Nord i dati del Piemonte risultano leggermente inferiori, tranne nell’ambito dei lettori da 1 a 3 libri l’anno dove sono allineati (40% Piemonte; media Nord 39,6%).
Sul fronte delle risorse pubbliche il Piemonte risulta essere una tra le regioni con maggiori finanziamenti del settore culturale sia da parte delle amministrazioni comunali del territorio sia da parte dell’amministrazione regionale, mentre sul fronte dei privati, in particolare nelle erogazioni derivanti dall’Art Bonus, il Piemonte è la seconda regione italiana dopo la Lombardia con 20 milioni di euro raccolti nel 2024.
I trend appena presentati vengono confermati anche dai dati dell’Osservatorio Culturale del Piemonte: le risorse economiche messe a disposizione del comparto nel 2022 dalle Pubbliche Amministrazioni e dalle Fondazioni di Origine Bancaria ammontano a 269 milioni di euro, di cui il 39% è rappresentato dalle spese dei Comuni piemontesi, a conferma del ruolo fondamentale svolto dagli enti locali a supporto della cultura. Anche la spesa dei piemontesi per le varie attività di spettacolo è aumenta nel 2023 rispetto all’anno precedente del 40%, toccando i 308 milioni di euro.
Anche la fruizione dei musei negli ultimi anni ha registrato una crescita notevole del numero di visite realizzate nei beni culturali in Piemonte: nel 2024 sono stati registrati più di 7,6 milioni di ingressi con un aumento dell’8% rispetto al 2023, anno che aveva già segnato un record in termini di visite.
LE FONDAZIONI
Il focus del Rapporto Federculture nella sua parte saggistica affronta il tema della gestione della cultura attraverso un approfondimento del fenomeno Fondazioni evidenziandone l’apporto in termini di innovazione ed efficienza, ma anche i limiti cui sono sottoposte in termini di vincoli e incertezze normative. Arte, cultura, creatività rappresentano uno dei fattori strategici per accrescere la competitività dell’intero sistema Paese e necessitano di un’adeguata “cultura di gestione” che ne valorizzi le potenzialità. In questo senso le Fondazioni e le Fondazioni di partecipazione, sono state lo strumento privilegiato con cui negli ultimi trent’anni le amministrazioni pubbliche hanno trasformato la gestione della cultura al fine di renderla più dinamica e efficace.
In Italia le fondazioni che si occupano di cultura sono centinaia – oltre 650 in base ai dati Tagliacarne elaborati da Federculture – e si occupano di editoria, dell’organizzazione di spettacoli, di gestire musei, monumenti storici, teatri, di archivi e biblioteche. Di queste se ne contano 60 in Piemonte che occupano oltre 1.460 addetti, dato quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni e per il quale la regione è seconda solo alla Lombardia e al Lazio. (aise)