A Città di Castello arriva la mostra "Forme del Sacro. Alessandro Bruschetti oltre il Futurismo"

ROMA\ aise\ - “Forme del Sacro. Alessandro Bruschetti oltre il Futurismo”. Si intitola così la nuova mostra dedicata alla produzione sacra dell’artista perugino Alessandro Bruschetti, presentata dal Comune di Città di Castello e dall’Assessorato alla Cultura e allestita nella Event Room della Pinacoteca Comunale dal 12 dicembre scorso fino al 15 febbraio prossimo.
Il progetto è curato da Eleonora Reali, storica dell’arte con interessi di studio che oscillano dalla scultura quattrocentesca fino ad affondi sul contemporaneo.
L’esposizione rappresenta il primo approfondimento specifico sulla produzione sacra di Bruschetti, artista noto per il suo percorso futurista accanto a Gerardo Dottori ma che, proprio a Città di Castello, trovò un terreno fertile per elaborare un linguaggio nuovo e personale.
A partire dagli anni Trenta e per tutto il secondo dopoguerra, Bruschetti frequentò a lungo la città, dedicandosi sia al restauro sia alla realizzazione di importanti opere murali sacre e non. È qui che l’artista intraprese una ricerca stilistica capace di coniugare aeropittura, spiritualità e una nuova figurazione, reinventando la propria identità oltre le avanguardie storiche. Alcuni dei suoi interventi, come le pitture murali del Cimitero Monumentale e della Basilica di Santa Maria Maggiore, furono al centro di polemiche con il pittore Nemo Sarteanesi, a testimonianza del vivace clima culturale della città.
La mostra raccoglie una selezione di opere significative, tra cui il bozzetto della decorazione della Cappella Mancini-Sernini del Cimitero Monumentale (1939) e il prezioso bozzetto della Resurrezione (1933), presentato alla Biennale di Venezia del 1934. Quest’ultima, accostando audacemente modernità formale e soggetto sacro, suscitò scandalo nell’ambiente più conservatore. Celebre resta la risposta dell’artista, che con lucidità affermò come la sua opera, se non compresa dai contemporanei, avrebbe trovato pieno riconoscimento in futuro – una profezia che la storia dell’arte ha confermato.
Per la curatrice Eleonora Reali, "la mostra ha permesso anche di riscoprire un’opera presente nelle collezioni civiche e poco nota dell’artista perugino: Espansione di luce ruotante del 1965. Un’opera che testimonia come l’interesse per il sacro in Bruschetti assume a partire dagli anni Sessanta una connotazione di astrazione lirica, raccontando come la ricerca di questo artista si muove senza confini linguistici precostituiti".
"Questa esposizione - ha affermato l’assessore alla Cultura Michela Botteghi - dimostra ancora una volta la funzione preziosa di uno spazio raccolto come la Event Room: un luogo pensato per sviluppare progetti culturali capaci di dialogare con le questioni centrali dell’arte contemporanea locale, inserendole in un contesto nazionale. È inoltre un’occasione importante per dare voce e spazio a giovani studiosi e alle loro ricerche come quella condotta dalla bravissima Eleonora Reali". (aise)