“Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell'aria” al Museo Storico Navale di Venezia

VENEZIA\ aise\ - È stata inaugurata lo scorso venerdì, 22 maggio, al Padiglione delle Navi - Museo Storico Navale di Venezia la mostra “Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell'aria”, seconda tappa di un ampio progetto espositivo a cura di Monica Poggi e prodotto da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, organizzato nella sede veneziana da D’Uva, gestore del MUNAV – Museo Storico Navale di Venezia.
Il progetto è articolato in due mostre complementari al Padiglione delle Navi del MUNAV di Venezia fino al 22 novembre e al Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme fino al 20 settembre. Attraverso la grande fotografia internazionale, l’iniziativa intende valorizzare il dialogo tra istituzioni e territorio, evocando quel clima di energia e innovazione che, come suggerisce il titolo – ripreso da una riflessione di Eisenstaedt sulla vitalità culturale della Germania del primo dopoguerra – continua a essere “nell’aria”.
Formatosi in Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale, Alfred Eisenstaedt sviluppa uno sguardo sospeso tra l’eredità della tradizione pittorica e le nuove possibilità del fotogiornalismo. Considerato uno dei protagonisti della fotografia del Novecento, fu tra i principali interpreti visivi della rivista Life.
Autore della celebre V-J Day in Times Square – una delle immagini simbolo del secolo, realizzata il 14 agosto 1945 a Times Square con l’improvviso bacio tra un marinaio e un’infermiera durante i festeggiamenti per la fine della Seconda Guerra Mondiale – nel corso della sua carriera Eisenstaedt affronta una straordinaria varietà di temi, attraversando i principali snodi storici e culturali del Novecento.
Al MUNAV, oltre 80 scatti raccontano gli anni europei della formazione e dei primi incarichi come reporter, nel contesto della nascita del fotogiornalismo moderno tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta.
Il percorso si apre con l’Europa di quel periodo, tra scene di vita culturale e segnali sempre più evidenti della crisi politica, includendo anche fotografie realizzate in Etiopia alla vigilia dell’invasione italiana del 1935, testimonianza diretta di un passaggio storico cruciale.
Una sezione è dedicata agli Stati Uniti, dove Eisenstaedt si trasferisce nel 1935 a causa dell’ascesa del nazifascismo. Attraverso una selezione di immagini realizzate tra gli anni Trenta e Sessanta e i suoi celebri ritratti, tra cui quelli di Marilyn Monroe e Albert Einstein, il percorso restituisce la lunga collaborazione con Life e la sua progressiva affermazione internazionale.
La mostra riporta quindi all’Europa del dopoguerra, che un Eisenstaedt ormai affermato e profondamente segnato dall’esperienza americana osserva con uno sguardo insieme partecipe e distaccato, restituendo paesaggi e una società profondamente trasformati. Il percorso espositivo si chiude con una sezione dedicata a Venezia, che riunisce fotografie meno note e offre una visione intima della città, coerente con l’attenzione costante dell’autore per la dimensione umana.
Attraverso i suoi scatti, Eisenstaedt racconta la società del suo tempo con uno stile che unisce rigore documentario, ironia e una raffinata sensibilità poetica, talvolta vicina alla pittura ottocentesca. Dalle immagini della vita quotidiana americana ai reportage internazionali, il suo lavoro restituisce un racconto complesso delle trasformazioni del Novecento, contribuendo in modo decisivo alla definizione del linguaggio del fotogiornalismo. (aise)