Cogne: il Gran Paradiso Film Festival premia la regista sudafricana Pippa Ehrlich

COGNE\ aise\ - La regista sudafricana Pippa Ehrlich è stata premiata dal Gran Paradiso Film Festival. La cerimonia, svolta sabato scorso, 1° agosto, alla Maison de la Grivola di Cogne, ha visto la regista premio Oscar intervistata da Luisa Vuillermoz, direttrice artistica del festival. Un'intervista con la quale ha raccontato al pubblico il percorso creativo, professionale e umano che accompagna la realizzazione dei suoi film.
“Ho scelto di raccontare “piccole storie” capaci di rappresentare questioni più grandi, perché credo che questo sia il modo migliore per raggiungere il cuore delle persone - ha dichiarato Pippa Ehrlich -. La scienza ha dimostrato che gran parte delle nostre decisioni è determinata dalle emozioni e dagli istinti più che dal pensiero razionale. Il destino del nostro mondo è determinato dall’insieme delle azioni individuali. La mia speranza è che il pensiero e le emozioni suscitate da queste “piccole storie” possano estendersi al modo in cui affrontiamo le enormi e terrificanti sfide del nostro tempo”.
Alla regista è stato conferito il premio Gran Paradiso Film Festival Legacy Award 2026, per aver saputo coniugare eccellenza artistica, innovazione narrativa e profondo impegno civile, trasformando il cinema naturalistico in uno strumento di consapevolezza, ispirazione e cambiamento. Con il suo sguardo sensibile e visionario, ha contribuito a rafforzare il legame tra l’essere umano e il mondo naturale, promuovendo una cultura della tutela del pianeta e trasmettendo alle nuove generazioni una visione più responsabile, empatica e profonda del nostro abitare la Terra.
Luisa Vuillermoz, Direttrice Artistica del Gran Paradiso Film Festival, ha poi voluto sottolineare come "il cinema può fare qualcosa che il dibattito mediatico non riesce più a fare: emozionare senza semplificare. L'immagine di un pangolino che torna in libertà, girata da Pippa Ehrlich, ti resta addosso per giorni, non passa nel tempo di un reel. Il cinema documentario ha la pazienza del tempo lungo — lo stesso tempo della natura. Non credo che risolva i grandi problemi della coesistenza tra uomo e wildlife, ma può ricostruire il terreno emotivo su cui poi le decisioni si prendono. Le agende cambiano quando cambia l'immaginario collettivo. Per questo, in un momento in cui il tema ambientale è stato marginalizzato dal discorso pubblico, il ruolo di festival come il nostro diventa ancora più necessario".
A caratterizzare il Gran Paradiso Film Festival è, ancora una volta, il ruolo centrale del pubblico, chiamato ad assegnare i principali riconoscimenti della manifestazione. Gli spettatori, attraverso il proprio voto, hanno decretato il vincitore del premio Stambecco d’Oro e dello Stambecco d’Oro junior, entrambi assegnati a “Pangolin: Kulu’s journey” di Pippa Ehrlich. La giuria del pubblico ha infine assegnato il premio CortoNatura a “For deer life” della giovane regista austriaca Yaz Ellis.
La Giuria tecnica ha inoltre attribuito sei riconoscimenti alle opere distintesi per qualità artistica, narrativa e scientifica. Il Premio per il miglior cortometraggio è stato assegnato a “Elephant in the Room” di Jura Bakx; il Premio Fondazione Orestiadi di Gibellina a “Pelagos, voyage au large de la Méditerranée” di Frédéric Larrey e Thomas Roger; la Menzione speciale a “2000 jours au Paradis” di Véronique, Anne ed Erik Lapied. Il Premio per la migliore immagine è andato a “Le Chant des forêts” di Vincent Munier; il Premio per il miglior sguardo scientifico a “Orchids: Darwin’s Conundrum” di Thomas Cassar; mentre il Premio per la migliore sceneggiatura è stato attribuito a “Escargot, le grand voyage du petit-gris” di Lucas Allain e Basile Gerbaud.
Il Festival prosegue fino al 7 agosto nelle valli del Gran Paradiso con appuntamenti a Valsavarenche, Villeneuve, Rhêmes-Saint-Georges e Aymavilles, confermando la propria natura di evento culturale legato alle comunità del Gran Paradiso. (aise)