I musei italiani nell’era dei dati: presentati il Libro Bianco e il primo Database pubblico dei Musei Statali

foto Monkeys Video Lab, courtesy MondoMostre
ROMA\ aise\ - MondoMostre, con l’Università Roma Tre, ha presentato nei giorni scorsi presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura “Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996-2023”, edito da Cedam - Volkers Kluwert. Il Libro Bianco raccoglie i risultati di una ricerca inedita che analizza le performance dei musei statali italiani nell'arco temporale compreso tra il 1996 e il 2023. Si tratta del primo studio che ricostruisce in modo organico e continuativo l’evoluzione dei musei statali italiani in un arco di 27 anni mettendo in evidenza tendenze, best practice e sfide, offrendo strumenti concreti per pianificare il futuro e orientare le scelte di gestione e di policy.
Fondamento operativo della ricerca è il nuovo Database dei Musei Statali Italiani, sviluppato da MondoMostre, che integra per la prima volta in un’unica piattaforma open access i dati sui visitatori e incassi da biglietterie, clienti e ricavi da servizi aggiuntivi, royalties dei concessionari - pubblicati ogni anno dall’Ufficio di Statistica del MiC - con le serie storiche ISTAT (2008–2024) su turismo e popolazione.
La piattaforma, aggiornata agli ultimi dati disponibili (2024), è gratuita previa registrazione all’indirizzo databasemusei.mondomostre.it sul sito ufficiale di MondoMostre ed è pensata per ricercatori, dirigenti e direttori di museo, professionisti e policy makers, proponendosi come supporto operativo per la pianificazione delle attività e la valutazione delle politiche culturali.
Per la prima volta il sistema museale statale italiano dispone quindi di una base di dati completa, aperta e accessibile che restituisce una visione storica e quantitativa di quasi trent’anni di attività.
IL LIBRO BIANCO DEI MUSEI STATALI ITALIANI
Il Libro Bianco si addentra nell’analisi storica degli Istituti Culturali Statali, con l’obiettivo di delinearne il quadro storico e quantitativo, analizzando visitatori, ricavi da biglietteria e da servizi aggiuntivi (come audioguide, bookshop e ristoranti), indagando il rapporto tra Stato e i Concessionari dei servizi e la correlazione tra i risultati dei musei e i flussi turistici, evidenziando l’importanza di una gestione centralizzata e standardizzata dei dati. Uno strumento quantitativo come il database, infatti, permette un’analisi complessa e integrata a sostegno della gestione e delle decisioni operative del settore culturale, da parte dei responsabili delle istituzioni culturali, dei ricercatori e dei policy makers per contribuire a migliorare la gestione, la valorizzazione e la sostenibilità dei musei italiani.
Organizzato in 7 capitoli, Il Libro Bianco offre un’analisi dell’andamento dei musei statali che, dal 1996 al 2023, hanno accolto in circa 450 plessi più di 1 miliardo di visitatori, di cui il 47% a pagamento, generando ricavi complessivi per circa 4,4 miliardi di euro. L’85% di questi risultati si concentra tuttavia principalmente in 25 grandi attrattori, con i primi tre – Parco Archeologico del Colosseo, Gallerie degli Uffizi e Area archeologica di Pompei - a rappresentare oltre la metà del totale dei visitatori e dei ricavi.
Dalla ricerca emerge come il sistema museale italiano sia interessato da un generale andamento positivo, con una crescita sia dei visitatori paganti sia dei ricavi da biglietteria, questi anche in forza dell’incremento medio annuo dei biglietti di ingresso, in particolare dal 2015 con l’avvento dell’autonomia gestionale dei grandi plessi. Restano invece indietro i musei minori che registrano ricavi annui di biglietteria ben al di sotto della soglia di sostenibilità economica di una biglietteria fisica.
Grazie alle ricerche possibili sul database e alla sistematizzazione messa in atto dal Libro Bianco, si denota una relazione positiva tra flussi turistici e numero di visitatori, i quali, dal 2008 al 2019, registrano una crescita di circa il 66%, superando quella degli arrivi turistici che si attesta intorno al 54%. Alcuni plessi, tuttavia, non sono stati capaci di beneficiare dello sviluppo del turismo nei loro territori.
Dal 1998, ai visitatori vengono offerti servizi aggiuntivi come le audioguide i bookshop e il ristorante, nella maggior parte delle situazioni gestiti da operatori privati, i cosiddetti concessionari. L’offerta dei servizi aggiuntivi nei musei si è notevolmente ampliata nel tempo, accumulando fino al 2021 circa 200 milioni di clienti e generando oltre 960 milioni di euro di ricavi. È da sottolineare però come la gestione da parte di concessionari privati limiti la portata dei ricavi per lo stato che introietta nelle sue casse solo le royalties corrisposte dai privati, in media il 13% degli incassi.
I plessi che dal 2014 in poi sono dotati di autonomia gestionale e di bilancio comprendono quasi tutti i grandi attrattori e rappresentano la maggior parte dei visitatori e dei ricavi del sistema italiano. Le analisi messe in campo dal Libro Bianco dimostrano come l’acquisizione dell’autonomia da parte di alcuni musei - come, ad esempio, il Museo Archeologico di Napoli - abbia significato una crescita positiva, in termini di flussi di visitatori e ricavi da biglietteria, e superiore rispetto ai plessi non autonomi. Tuttavia, non tutti i plessi autonomi hanno avuto risultati positivi.
La pubblicazione, oltre a permettere una ricostruzione storica e quantitativa del sistema museale italiano nell’arco temporale di quasi trent’anni, si offre come guida per il futuro: uno strumento concreto dal quale partire per pianificare nuove politiche di sviluppo culturale, un modello per ampliare l’analisi a livello europeo e concepire inedite politiche culturali comunitarie.
IL PRIMO DATABASE DEI MUSEI STATALI ITALIANI
Concepito da MondoMostre come un archivio in costante aggiornamento, il database databasemusei.mondomostre.it raccoglie l’insieme dei dati dei musei statali italiani disponibili dal 1996 al 2024 provenienti dall’l’Ufficio di Statistica del Ministero della Cultura (MiC) e vi aggrega i dati ISTAT relativi al turismo dal 2008 al 2024 e al numero più recente di abitanti per Comune italiano, sistematizzandoli per la prima volta in un'unica piattaforma accessibile pubblicamente.
Tra i dati raccolti figurano per ogni anno il numero di visitatori gratuiti e paganti, i ricavi da biglietteria, gli introiti derivanti dai servizi aggiuntivi (come audioguide, caffetterie, visite guidate, ristoranti e bookshop) ma anche le quote di ricavi incamerate dai fornitori di servizi e concessionari per uno sguardo sul rapporto pubblico-privato.
Questi dati sono combinati con i flussi turistici annuali ISTAT per provincia per offrire una panoramica completa delle dinamiche culturali e della relazione con il turismo che hanno caratterizzato il sistema museale italiano negli ultimi decenni.
Si tratta di una risorsa, aggiornata agli ultimi dati pubblici disponibili - aperta a tutti, interattiva e gratuita - per supportare la ricerca, la pianificazione strategica e la gestione ottimale del patrimonio culturale italiano, Mette a disposizione di tutti informazioni dettagliate e accessibili in modo integrato e coerente, un passo significativo verso la digitalizzazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Il database consente agli utenti di effettuare ricerche personalizzate utilizzando diversi parametri: dai dati del singolo museo nel corso di 27 anni al confronto tra musei su periodi specifici, ma anche analisi per area geografica (provincia o regione), numero di visitatori, numero di clienti dei vari servizi o royalties incassate dai concessionari e incassi dello Stato, arrivi o pernottamenti turistici. (aise)