Il futuro della memoria. Cosa come dove salvare: il manifesto per gli archivi di domani

ROMA\ aise\ - In un tempo in cui tutto sembra archiviabile e nulla davvero destinato a durare, “Il futuro della memoria” (Mondadori, 160 pagine – 24 euro) affronta una delle questioni più urgenti e meno indagate della contemporaneità: che cosa salvare, come farlo e su quali supporti, nell’era della produzione digitale illimitata. Sarà presentato il prossimo 13 febbraio, alle 18, a Bologna nella Sala Borsa della Biblioteca Comunale, il volume a cura di Giuseppe Antonelli, Paola Italia e Giacomo Papi che nei prossimi mesi saranno anche a Milano (30 aprile, alle 18, al Laboratorio di Fondazione Mondadori) e Pavia (5 maggio, alle 18, nell’aula storica dell’Università).
Accanto agli interventi di archivisti, filosofi, filologi e giuristi, il volume raccoglie testimonianze e pensieri di alcuni tra i maggiori scrittori italiani e internazionali che raccontano in prima persona come conservano la propria opera, quali materiali decidono di salvare, cosa affidano al digitale e cosa alla carta.
Gli autori coinvolti sono: Stephen Amidon, Fernando Aramburu, Viola Ardone, Elisabeth Asbrink, Andrea Bajani, Marco Balzano, Cristina Batocletti, Boris Belenkin, Daria Bignardi, Jan Brokken, Emmanuela Carbè, Roberta Cesana, Fabio Desideri, Geoff Dyer, Jennifer Egan, Brenna Edwards, Maurizio Ferraris, Giorgio Fontana, Chiara Gamberale, Ilaria Gaspari, Lucia Giagnolini, Paolo Giordano, Helena Janeczek, Bjorn Larsson, Antonella Lattanzi, Nathalie Leger, Vittorio Lingiardi, Gaia Manzini, Federica Manzon, Melania Mazzucco, Daniele Mencarelli, Marco Missiroli, Sonja Moceri, Valeria Parrella, Oreste Pollicino, Michele Serra, Nadia Terranova ed Emanuele Trevi.
L’impossibilità di decidere quali testi conservare e in quale forma è una delle trasformazioni culturali più profonde e meno analizzate degli ultimi trent’anni.
La tecnologia digitale impone infatti di ridefinire le pratiche di archiviazione, conservazione e trasmissione dei testi, sedimentate in millenni di storia. In un’epoca in cui chiunque può pubblicare, la questione non riguarda soltanto chi scrive o lavora nel mondo editoriale o archivistico, ma riguarda tutti. Per questo è necessario che le competenze editoriali – dalla cura del testo alla cultura dell’immagine, dal sapere archivistico alla responsabilità della trasmissione – diventino cultura comune.
“Il futuro della memoria” fa il punto sulla situazione attuale, sulle implicazioni culturali e politiche di questa trasformazione e sulle procedure già sperimentate, ma soprattutto propone un manifesto per il futuro: un insieme di linee guida aperte, a cui tutti possono aderire, per l’archiviazione e la trasmissione dei testi giornalistici, letterari ed epistolari negli anni a venire.
I CURATORI
Giuseppe Antonelli è docente di Storia della lingua italiana e presidente del Centro Manoscritto all’Università degli Studi di Pavia.
Paola Italia è docente di Filologia italiana e Scholarly Editing all’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna.
Giacomo Papi, scrittore, è direttore dei contenuti di Fondazione Mondadori. (aise)