Inizia da Roma il tour poetico-letterario di Marco Cardetta con “…dal mare – Nero di Odessa”

ROMA\ aise\ - Odessa, in Ucraina, è la città di tutti e di nessuno: “màtria" di poeti, rifugiati, esuli, mistici e marinai, costruita, distrutta e ricostruita nei secoli da italiani, greci, ebrei, ucraini, russi, turchi, armeni e decine di altri popoli. Odessa è anche il cuore di “… dal mare – Nero di Odessa –”, nuovo lavoro poetico dello scrittore pugliese Marco Cardetta, da aprile in libreria e negli store digitali per le stampe di Les Flâneurs Edizioni (pp. 94, € 12).
Il libro verrà presentato a Roma il 25 maggio presso la Libreria Giufà (Via degli Aurunci, 38) con Luciano Funetta (finalista Strega 2016). A seguire inizierà un tour letterario in tutto il Sud Italia.
Il libro, nuovo titolo della collana “Icone”, si presenta come un poema in 22 stanze – autonome e intrecciate al tempo stesso – che costruiscono un vero e proprio romanzo in versi: visionario, corale, percorso da una lingua composita e vivissima. In quest’opera Odessa non è una città da descrivere: è uno spazio psichico in cui perdersi e, forse, ritrovarsi.
Attraverso le voci di personaggi unici – Romàn l’ombra inquieta, nonna Ljubka dai ricordi brucianti, il marinaio Mu-Mu tatuato a sua insaputa, Daka il fratello introvabile, Drshy il grande medico sapiente, zio Pesja e le sue storie pacifiste/militariste – questo libro costruisce un affresco grottesco, tenero e visionario dell’incontro tra l’Io e il mondo, tra l’Occidente e i suoi margini dimenticati, tra memoria e oblio.
La lingua usata da Cardetta è un impasto deliberato e originalissimo fatto di arcaismi, dialettalismi, russismi, ucraineismi, yiddish e greco antico, in una polifonia che rispecchia la natura stessa di Odessa. La forma oscilla tra ballata, monologo drammatico, favola grottesca e silenzio puro. La struttura tipografica è parte del senso: colonne parallele, indentature, parole isolate nel bianco della pagina.
"Quest’opera – ha spiegato l’autore – è stata concepita, scritta e conclusa prima del 2022. Non ha nulla a che fare con il conflitto russo-ucraino né con le polemiche che ne sono seguite, rispetto alle quali ho scelto esplicitamente di non prendere parte".
Proprio per questo “… dal mare – Nero di Odessa –” arriva come una voce altra: quella di chi aveva già immaginato Odessa quale archetipo universale, molto prima che il mondo ne facesse un simbolo di guerra.
Marco Cardetta, pugliese, nel 2008 ha vinto il premio Esor-dire con “Prime giovani suites”. Esordisce nel 2016, per LiberAria, con “Sergente Romano”, vincitore del premio Bodini - La luna dei Borboni e il premio Pasolini-Barile per “l’impegno e il lavoro sulla memoria”. (aise)