Italia e Grecia collaborano al contrasto del traffico di reperti archeologici

Museo Archeologico di Salonicco - ph. Herbert Frank - WikiCommons

ROMA\ aise\ - Proseguono le attività di studio e restauro, avviate nell’ambito della collaborazione italo-greca tra il Ministero della Cultura italiano e il Ministero della Cultura ellenico, presso il Museo Archeologico Nazionale di Salonicco, secondo quanto previsto dal Memorandum d’intesa sottoscritto lo scorso 19 giugno ad Atene dai ministri Alessandro Giuli e Lina Mendoni.
L’équipe congiunta italo-greca sta portando avanti il lavoro su una cospicua serie di frammenti archeologici, provenienti da scavi clandestini, riferibili in larga parte a vasi a figure rosse di produzione attica. Le attività in corso stanno producendo risultati scientifici significativi, utili allo studio e alla ricostruzione dei manufatti. 
Il team italiano, ospitato nel Museo Archeologico di Salonicco, è coordinato da Luigi La Rocca, capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura che assicura il raccordo istituzionale e scientifico tra le amministrazioni coinvolte. Il gruppo di lavoro è composto da archeologi della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, da una restauratrice dell’Istituto Centrale per il Restauro, da dottorandi e specializzandi dell’Università degli Studi della Basilicata, coordinati da Maria Chiara Monaco, responsabile scientifica del progetto. Il team greco, sotto la direzione della direttrice del Museo Archeologico di Salonicco, Anastasia Gadolou, è composto da funzionari e restauratori dello stesso Museo Archeologico.
Per il ministro Giuli, “la lotta al traffico illecito di beni culturali è una priorità condivisa dai nostri governi e il recupero delle opere d'arte rubate è un successo di cui i nostri ministeri possono essere orgogliosi. Italia e Grecia si impegnano a rafforzare la cooperazione attraverso una collaborazione trasparente e lo scambio di competenze, dal restauro e dalla formazione alla tutela e gestione dei siti archeologici. Il nostro obiettivo comune è anche quello di promuovere un approccio più sostenibile al turismo culturale, valorizzando i siti archeologici meno conosciuti e sviluppando itinerari culturali alternativi accanto alle principali destinazioni”.
“La cooperazione tra Grecia e Italia per la tutela del patrimonio culturale è la prova concreta che la nostra comune responsabilità storica può trasformarsi in un'azione concreta ed efficace”, ha confermato la ministra ellenica Mendoni. “La documentazione sistematica, la conservazione e il restauro delle antichità provenienti da scavi clandestini non rappresentano solo un'impresa scientifica di alto livello, ma anche un atto di profonda coerenza etica e istituzionale. Con fiducia e rispetto reciproci, Grecia e Italia si impegnano a rispettare i principi della Convenzione UNESCO del 1970, inviando un chiaro messaggio contro il traffico illecito di beni culturali e a favore della cooperazione internazionale per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale comune”.
La prosecuzione delle attività, che vede uniti i due Paesi nella lotta al traffico clandestino, che da sempre costituisce il più grande pericolo per il loro patrimonio archeologico, conferma l’efficacia della collaborazione avviata e apre la strada a ulteriori sviluppi condivisi. (aise)