La Dante Alighieri inaugura la nuova sede della sua Scuola di italiano a Roma

ROMA\ aise\ - La Società Dante Alighieri inaugura oggi, 25 maggio, la nuova sede della Scuola di italiano di Roma della Società Dante Alighieri, in via Flaminia 79. La scuola, finora ospitata nella sede centrale di piazza Firenze 27, offre 7 aule tecnologiche, una sala studio e uno spazio espositivo aperti a chi insegna e studia l'italiano come lingua straniera o seconda lingua.
L'inaugurazione, a cura del Presidente, Andrea Riccardi, e della Vicepresidente, Edith Bruck, porta la Dante a due sedi romane: lo storico Palazzo Firenze, a Campo Marzio, dove restano le attività istituzionali, culturali e di coordinamento della rete mondiale; e la nuova sede in via Flaminia, a due passi da piazza del Popolo, in un quartiere vivace tra università, musei e il parco di Villa Borghese.
Come spiega il Presidente Riccardi, la nuova sede è pensata per offrire a studenti e docenti spazi di studio e relazione vicini alle principali attrazioni del centro città. Resta a Palazzo Firenze la Biblioteca della Scuola di Roma, intitolata a Tullio De Mauro, accanto alla Biblioteca centrale della Dante: entrambe mettono a disposizione testi in italiano per chi voglia approfondire la competenza in italiano LS/L2.
La Vicepresidente Edith Bruck, che presiede la Consulta lingua-mondo insieme al Presidente Riccardi, ricorda che l'italiano è per lei "lingua di libertà", perché libera la voce creativa dai vincoli inconsci della lingua madre.
La scuola ospiterà, da giugno a dicembre 2026, l'esposizione delle opere dell'artista Manuel Bonfanti, a cura della Ulisse Gallery di Roma.
La Scuola fa parte di una rete con sedi a Roma, Milano, Bologna, Firenze e Torino. Promuove didattica linguistica e immersione culturale con docenti qualificati, tecnologie di ultima generazione e i manuali della collana "Eliseo", realizzati dalla Dante in collaborazione con il gruppo editoriale ELi. È inoltre centro d'esame per la certificazione PLIDA, riconosciuta da quattro ministeri.
I corsi, spiega la Società, seguono i livelli del Quadro Comune Europeo (A1-C2), in formato standard o su misura per università, accademie e conservatori (44 nel 2025), con una metodologia orientata alla comunicazione reale e al monitoraggio continuo dei progressi. (aise)