L'eco della Sibilla: l'opera monumentale di Omar Galliani alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno

Omar Galliani, L'eco della Sibilla, 2026, matita nera su tavola di pioppo, trittico, 300x600 cm. Foto Ignacio Maria Coccia
ASCOLI PICENO\ aise\ - La Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno accoglie per tutta l'estate “L'eco della Sibilla”, la nuova opera monumentale di Omar Galliani, esito di un progetto partecipativo finanziato dalla Regione Marche. L'iniziativa è stata presentata alla stampa ieri, 24 giugno, dall'artista e da Stefano Papetti, curatore scientifico delle Collezioni Comunali.
Su invito del Comune di Ascoli Piceno, Omar Galliani ha trasferito per alcuni mesi il proprio atelier in Pinacoteca Civica, trasformandola in un luogo di produzione e confronto aperto a cittadini, studenti e appassionati d'arte, che attraverso otto masterclass hanno avuto l'opportunità di entrare in contatto diretto con la pratica e la poetica dell'artista.
Realizzata "dal vivo" all'interno degli spazi museali, la grande opera sarà successivamente destinata al Parco Saladini Pilastri, spazio identitario nel cuore di Ascoli Piceno, al centro di un importante intervento di recupero funzionale alla sua conversione a luogo di aggregazione, arte e cultura. Al termine dei lavori, L'eco della Sibilla sarà trasferita nella sua sede definitiva, unitamente a numerosi disegni preparatori di piccolo e grande formato, parte integrante del progetto.
L'eco della Sibilla - trittico realizzato a matita nera su tavola di pioppo, di dimensioni complessive pari a 300x600 cm e articolato in tre pannelli di 300x200 cm ciascuno - nasce da un'approfondita riflessione sul rapporto tra mito, natura e territorio.
Al centro della composizione si impone la figura della Sibilla Appenninica, leggendaria custode di un sapere profetico intimamente legato ai Monti Sibillini. Attorno a questa presenza si sviluppa il sistema simbolico che caratterizza la ricerca dell'artista: il serpente, emblema della ciclicità di vita e morte e antica allusione alle pratiche della cura; la coppa, o vaso aurorale (Atanor), che rimanda alla dimensione alchemica della trasformazione interiore; il fuoco e le energie telluriche, evocati come manifestazione della forza generatrice della natura. Nei pannelli laterali emergono due figure femminili eteree, ancelle della Sibilla, suggerite da una punzonatura della superficie che ne accentua il carattere impalpabile, amplificando la dimensione visionaria e misterica dell'opera.
“L'eco della Sibilla affonda le proprie radici nel legame che da tempo mi unisce alle Marche e alla città di Ascoli Piceno, luogo di incontri, memorie e ritorni”, dice Galliani. “Tra le sale della Pinacoteca Civica, scrigno di capolavori firmati da Crivelli, Guido Reni e Tiziano, ha preso forma un grande trittico dedicato alla Sibilla dei Monti Sibillini: una presenza sospesa tra mito e profezia, dalla cui mano sgorgano vaticini sotto forma di libri, simbolo del passaggio dal mondo pagano a quello cristiano. Dal dialogo silenzioso con le opere del museo sono emersi nuovi elementi e suggestioni. Così sono nate le ancelle, affiorate lentamente dalla materia del disegno, come se appartenessero da sempre a questo luogo. L'opera si è costruita giorno dopo giorno anche attraverso gli incontri con il pubblico e con gli studenti, in uno scambio vivo e generoso che ha trasformato temporaneamente la Pinacoteca in una bottega contemporanea: uno spazio aperto di ascolto e condivisione, dove ogni gesto ha incontrato lo sguardo attento dei visitatori”.
Il rapporto tra Omar Galliani e la città di Ascoli Piceno ha inizio nel 2004, anno della mostra personale curata da Marisa Vescovo presso la Galleria d'Arte Contemporanea. Un percorso consolidatosi nel tempo e giunto a una significativa tappa nel 2023 con L'eco della Sibilla, esposizione curata da Stefano Papetti nelle sale del Palazzo dei Capitani. Il progetto nasceva con l'obiettivo di riattivare l'attenzione sugli elementi identitari delle aree colpite dal sisma del 2016, richiamando in particolare la figura della Sibilla Appenninica, leggendaria presenza da cui prende nome la catena montuosa profondamente segnata dagli eventi sismici.
Con L'eco della Sibilla, Ascoli Piceno racconta la forza di una comunità che si riconosce nella propria storia. Arte, memoria e relazioni diventano strumenti per immaginare il futuro e rinsaldare il legame con il territorio. (aise)