Luce e movimento: il “creatore di luce” Helmut Schober in mostra alla Fondazione Mudima di Milano

MILANO\ aise\ - La Fondazione Mudima di Milano ha inaugurato l’1 ottobre scorso “Luce e movimento”, un'importante mostra retrospettiva a Helmut Schober, l'artista austriaco celebrato a livello internazionale come uno dei grandi "creatori di luce" della scena contemporanea. L'esposizione – aperta al pubblico fino al 30 ottobre – ripercorre le tappe fondamentali della sua poliedrica produzione, offrendo al pubblico l'opportunità di immergersi in una ricerca artistica capace di trasformare i colori in luce e materia, superando i confini bidimensionali della tela.
Il percorso espositivo spazia dalle fotografie delle prime storiche performance degli anni Settanta – quando Schober utilizzava tubi al neon a luce bianca a contatto con il proprio corpo – fino al ritorno alla pittura negli anni Ottanta, dominato dal celebre concetto di "vortice" (Vortex). Quest'ultimo rappresenta un turbine di moto rotatorio che rapisce lo spettatore per ricondurlo idealmente nel caos primordiale in cui la luce si separa dalle tenebre. Tra i capolavori in mostra spiccano due opere storiche di rilievo internazionale: Figur mit Idol (1985), presentata alla Biennale di Venezia nel 1986, e Kampfraum 1 (1986), esposta a Documenta VIII a Kassel nel 1987.
La mostra documenta inoltre l'evoluzione stilistica dell'artista, dal rigore monocromatico dei primi anni Novanta fino alle più recenti e monumentali tele policrome di grande formato (300 x 300 cm), realizzate con i tre colori primari. Trova spazio anche il celebre Schwetzinger Zyklus (2004-2005), una serie di dipinti e disegni di grandi dimensioni concepiti come omaggio a Mozart e alla sua trilogia di opere italiane, già esposti al Kunstverein di Schwetzingen nel 2006.
La cifra stilistica di Schober risiede nell'utilizzo di una speciale miscela di pigmenti colorati puri e grafite applicata a rilievo in strati sovrapposti, capace di irradiare la luce direttamente nello spazio. Come sottolineava il critico Manfred Schneckenburger: "La luce si diffonde con grande calma, possiede una pienezza e una mitezza che non abbaglia né ustiona, anzi dispiega quel silente splendore descritto dai poeti della notte prima di iniziare a sognare".
L'evento, realizzato grazie al contributo del Forum Austriaco di Cultura di Milano, è accompagnato dal numero 26 della rivista “La Scuola delle Cose”, che raccoglie i saggi critici di Dieter Ronte, Gianluca Ranzi e Davide Di Maggio. (aise)