“Mafalda & La Pimpa”: l’arte di Quino e di Altan in mostra a Roma

PIMPA: © Altan/Quipos S.r.l.

ROMA\ aise\ - Dal 14 maggio all’11 luglio una mostra porta per la prima volta insieme a Roma le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa. Si tratta di “Mafalda & La Pimpa”, organizzata da ARF! Festival e Instituto Cervantes di Roma, in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. agenzia letteraria, e allestita presso la Sala Dalí del Cervantes in Piazza Navona.
L’esposizione rinnova l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto di Roma.
A inaugurare la mostra, curata da Stefano Piccoli (S3Keno) e Daniele Bonomo (Gud) per ARF! Festival nell’ambito della sua XII edizione, il 14 maggio sarà il Maestro Altan, che incontrerà il pubblico per un talk e una sessione di firmacopie.
“Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti” è il filo invisibile che attraversa l’esposizione, dove Mafalda e Pimpa, due protagoniste amatissime che hanno attraversato generazioni, generi e mode, si fronteggiano come due modi diversi e complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.
Da un lato Mafalda, la bambina dai capelli corvini creata da Quino, osserva il quotidiano con lucidità disarmante: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Dall’altro lato la Pimpa, nata dalla mano di Altan, abita un universo in cui la scoperta è continua ma mai minacciosa, fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile e meraviglia.
Ne nasce un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie. Due modi diversi di usare la semplicità come forma di verità.
Come sottolinea Daniele Bonomo. “vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole de La Pimpa ha una doppia valenza. Da una parte l’importanza di ripercorrere insieme la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra parte rivivere più di cinquant’anni della nostra Storia attraverso gli sguardi, i segni e le parole di Quino e Altan, due grandi Maestri del nostro tempo”. (aise)