Margherita 100: aperture straordinarie, visite guidate, concerti e due giornate di convegno nel centenario della morte della prima regina d’Italia

TORINO\ aise\ - Nel centenario della morte di Margherita di Savoia (Torino, 20 novembre 1851 - Bordighera, 4 gennaio 1926), prima regina d'Italia al fianco di re Umberto I, proseguono le iniziative promosse dal Comitato congiunto “Margherita 100 – Cultura, Storia e Nazione”.
Istituito il 4 gennaio 2026 e coordinato dal Centro Documentazione Residenze Reali Lombarde, il Comitato è composto da una rete di istituzioni, musei, fondazioni e centri di ricerca, tra cui la Provincia di Monza e Brianza, il Comune di Monza, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, l’Archivio di Stato di Milano e la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia con la Cappella Espiatoria di Monza.
L’obiettivo della rete è quello di proporre una lettura aggiornata e multidisciplinare della vita e dell’eredità della Regina, attraverso un anno di iniziative culturali pensate per offrire strumenti di approfondimento agli studiosi e, allo stesso tempo, occasioni di partecipazione culturale per un pubblico ampio e intergenerazionale. L’intento è di riportare al centro dell’attenzione pubblica la figura di Margherita di Savoia come simbolo dell’identità italiana, insieme al contesto storico, sociale e artistico in cui operò.
Domani, giovedì 21 maggio si terrà ai Musei Civici di Monza una conferenza dal titolo “Il ruolo di Margherita di Savoia, Regina consorte nonostante tutto”, a cura del Centro documentazione residenze Reali lombarde.
In questo contesto si inseriscono anche le iniziative organizzate dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia. Il prossimo appuntamento, “Tutto su Margherita”, in programma sabato 23 maggio, in occasione della Notte dei Musei, alla Cappella Espiatoria di Monza prevede l’apertura serale con una serie di visite narrate al monumento (partenza ore 18.00, 19.00, 20.00 e 21.00), oltre che ai lavori di restauro in corso.
La Cappella Espiatoria sarà al centro di altri due appuntamenti: una vista narrata sabato 6 giugno, ore 15.00, e un concerto per due pianoforti, “Margherita e Ludwig”, in programma sabato 5 settembre, ore 18.00, con musiche di Ludwig van Beethoven e Johann Baptist Strauss.
Le celebrazioni vedranno un momento di approfondimento durante il convegno Margherita di Savoia: la prima Regina d’Italia tra storia, nazione e cultura, a cura del Centro documentazione residenze Reali lombarde, in programma venerdì 5 e sabato 6 giugno ai Musei Civici di Monza. Nella seconda giornata interverrà anche Rosario Maria Anzalone, direttore della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia.
Protagonista assoluta del passaggio tra due secoli, Margherita di Savoia (1851-1926) entrò nella storia d'Italia nel 1868 come Principessa di Piemonte, facendo il suo ingresso trionfale alla Villa Reale di Monza a soli diciassette anni. Il suo ruolo evolse rapidamente da sposa reale a Regina d'Italia (1878) e, infine, a Regina Madre dopo il regicidio di Umberto I (1900), consolidando una parabola umana e politica che si concluderà il 4 gennaio 1926. Cresciuta nel segno di una profonda educazione cattolica, che ne strutturò il rigore morale e la forte devozione, la sovrana seppe conciliare la fede spirituale con i complessi doveri dinastici di uno Stato laico e appena unificato. Mentre la politica si occupava di definire i confini del Regno, Margherita assunse il compito simbolico di “fare gli italiani”, agendo come collante sociale. Fu la prima vera icona pop della nazione, capace di influenzare i gusti di un’intera epoca e di ispirare le più alte espressioni artistiche del tempo. La sua grazia e il suo carisma affascinarono persino un fervente repubblicano e anticlericale come Giosuè Carducci, che dopo la storica visita dei sovrani a Bologna nel novembre 1878 ne rimase impressionato, dedicandole la celebre ode Alla regina d'Italia.  Nota per l’amore per le perle, la sovrana alimentò il proprio mito attraverso abitudini singolari, come la consuetudine di andare a letto indossando i suoi preziosi gioielli per non smettere mai, nemmeno nel sonno, di incarnare la maestà reale. Eppure, a questa vanità aristocratica affiancò uno spirito anticonvenzionale, sorprendentemente moderno e avventuroso: fu tra le prime in Italia a possedere una patente di guida e a viaggiare a bordo di un’automobile; appassionata alpinista, scalò le vette del Monte Rosa e non solo, tanto che a lei è dedicato il rifugio più alto d'Europa, la Capanna Margherita, situato a 4.554 metri. Dal tributo gastronomico della pizza che porta il suo nome fino alle lodi della letteratura, a cento anni dalla sua scomparsa Margherita rimane una figura centrale nella cultura e nella storia italiana, il cui lascito è ancora oggi celebrato come cruciale nella formazione di uno spirito nazionale prima di lei solo immaginato. (aise)