“Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie”: a Martina Franca il 52° Festival della Valle d’Itria

TARANTO\ aise\ - Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie: questo il tema del 52° Festival della Valle d’Itria che si terrà a Martina Franca (Taranto) e in alcuni luoghi del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto. Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, il Festival è curato per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti che prosegue il percorso intrapreso nella precedente edizione: la musica riflette sul proprio presente e diviene strumento prezioso per leggere la realtà. Un impegno premiato recentemente anche con il prestigioso Premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” che ha scelto Owen Wingrave, allestito nell’edizione passata, come “migliore iniziativa musicale” del 2025.
Fra opere, riscoperte, rarità, concerti e incontri, valorizzando nella scelta dei luoghi il ricco patrimonio storico-artistico e paesaggistico della Valle d’Itria, il Festival spazierà dal Settecento ai giorni nostri: un viaggio musicale nel Mare nostrum, scenario di miti, luogo di migrazioni e di incontri in cui si si intrecciano destini, culture e tradizioni. La musica sarà la voce che racconta queste storie e il Festival un’opportunità di crescita per il territorio che lo ospita e le persone che lo vivono.
LE TRE NUOVE PRODUZIONI LIRICHE
Tre le nuove produzioni liriche che segnano l’edizione n. 52 del Festival di Martina Franca. Nella cornice di Palazzo Ducale martedì 14 luglio (ore 21, repliche il 26, 29 luglio e il 1° agosto) inaugura il dittico Pulcinella di Igor Stravinskij / La favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura. Ancora a Palazzo Ducale il 25 luglio (ore 21, repliche il 28, 31 luglio, 2 agosto) per la Carmen di Georges Bizet. La celebre opéra-comique viene presentata nella partitura originale del 1874 come prima assoluta in forma scenica, restituendo al pubblico una versione mai rappresentata finora, grazie alla recente revisione critica di Paul Prévost per l’editore Bärenreiter. Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la terza, nuova, produzione in scena il 24 luglio nel Chiostro del Carmine di Martina Franca (ore 21, repliche il 27 e 30 luglio).
Il MEDITERRANEO SECONDO BALIANI, UN NUOVO PROGETTO PER IL FESTIVAL
Alle tre produzioni liriche, si affianca un altro progetto ispirato al tema del Mediterraneo che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile. Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico (ore 21). Uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.
I CONCERTI
Come di consueto, parte integrante saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione del Festival valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio pugliese. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone.
IL CONVEGNO
In programma il 18 e 19 luglio il Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella”, con il coordinamento scientifico di Luca Aversano e in collaborazione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica. Il convegno, presso l’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi e in altre sedi, aperto a studiosi e momento di formazione per il pubblico del Festival, approfondisce le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico, del mito e del Mediterraneo si ri-compongono nella musica del Novecento, con particolare riferimento alle poetiche di Stravinskij e Casella, due autori in cui il dialogo con l’antico assume una valenza simbolica profonda.
IL FESTIVAL FRA PIAZZE E CONTRADE
Dopo il successo degli ultimi anni, anche quest’anno il Festival avrà la sua anteprima con la rassegna “In Orbita” (10-12 luglio, ore 21), approdando nelle piazze e contrade di Martina Franca. Due gli appuntamenti in programma: il 10 e 11 luglio Naufragi, uno spettacolo di teatro e musica liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare, prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini con cui la Fondazione Paolo Grassi rinnova la collaborazione: il Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini e gli attori della compagnia teatrale Anellodebole coinvolgeranno il pubblico che diventa parte dello spettacolo, stimolando la riflessione sul naufragio reale e metaforico, sul viaggio e sulla migrazione. In quartetto all’opera (12 luglio, Villa del Carmine), vedrà invece il pianista Francesco Libetta affiancarsi ai suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais, Simone Mao e Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro fra opere di Verdi e Mozart, sinfonie e valzer, fino al celebre Quartetto dal Rigoletto, tutto eseguito sul pianoforte: un solo strumento che si presta a essere suonato a due o quattro mani, ma anche a sei, otto, o con una mano sola.
Il 52° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino, Camera di Commercio Brindisi-Taranto in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim.
Il programma nel dettaglio è sul sito www.festivaldellavalleditria.it. (aise)