On Becoming A Wolf: Francesca Cao alla Galleria Zema di Roma

ROMA\ aise\ - Verrà inaugurata il 24 gennaio alle 17.30 alla Galleria Zema a Roma la mostra “On Becoming A Wolf” di Francesca Cao, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’Errore Metodico, una tecnica fotografica analogica brevettata, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo, istintivo e imperfetto.
Le immagini, infatti, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente, coscienza e inconscio, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che, in questa doppia posizione di autrice e curatrice, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata, attraversata da tensioni e slittamenti, aprendo alla possibilità di una realtà altra, specchio di un immaginario intimo.
In questo senso, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Sfocature, movimenti e sovrapposizioni, emergono come tracce di un pensiero non razionale, come affioramenti di una dimensione profonda e non completamente addomesticata. La sovrapposizione dei fotogrammi genera immagini sospese, prossime alla logica del sogno lucido, che lasciano spazio a una pluralità di letture. In questo progressivo abbandono del controllo, la fotografia si allontana dalla perfezione digitale per riappropriarsi dell’errore come gesto generativo.
Come scrive Alessia Locatelli, curatrice della Biennale di Fotografia Femminile, “questo approccio crea immagini a volte intime, altre volte narrative e metaforiche, trascendendo le norme convenzionali. Il lavoro sfida la nozione di errore umano, evidenziando i casi storici in cui gli errori hanno portato a scoperte innovative, facendo eco alla resilienza e al pensiero laterale fondamentali per la creatività umana. Questa partenza metodologica abbraccia l’imprevedibilità dell'emozione umana, deviando dalla razionalità cartesiana verso l'esplorazione di infinite possibilità”.
Il titolo “On Becoming a Wolf” rimanda a “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia, sottraendosi all’ossessione per l’ordine, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia, forse, a diventare.
Domenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’Errore Metodico: gli interessati potranno fissare un appuntamento scrivendo alla mail della galleria.
Francesca Cao è una fotografa italiana che vive a Milano. Laureata in Filosofia, ha studiato fotografia all’International Center of Photography di New York. Il suo lavoro è stato esposto in Italia, Europa e Stati Uniti, ed è parte della Collezione Donata Pizzi. Le sue immagini sono apparse su testate come The New York Times, Corriere della Sera, D – la Repubblica, Wired e Marie Claire. Nel 2020 ha pubblicato il libro Temporary Life (Postcart Edizioni). Con il progetto On Becoming A Wolf ha sviluppato una tecnica analogica originale, l’Errore Metodico, basata sulla sovrapposizione in camera di fotogrammi. Questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui una menzione d’onore ai Tokyo International Foto Awards e l’inclusione nella mostra annuale del Houston Center for Photography (2025). Nel corso della sua carriera è stata vincitrice della Tierney Fellowship (International Center of Photography New York) e finalista per premi come l’Inge Morath Award (Magnum Foundation) e l’Unseen Dummy Award di Amsterdam. La sua ricerca esplora temi di identità, memoria e imperfezione attraverso un linguaggio fotografico intimo e sperimentale, che unisce narrazione, installazione e tecnica. (aise)