Online l'Archivio fotografico inedito della Fondazione Carlo Levi

ROMA\ aise\ - Dal 26 luglio scorso è ufficialmente online sul sito https://carlolevifondazione.it l’Archivio fotografico della Fondazione Carlo Levi, un fondo fotografico inedito raccolto in vita da Carlo Levi, di proprietà della Fondazione da lui creata, attualmente conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Il lavoro di valorizzazione e diffusione dell’archivio fa parte del progetto “L’archivio fotografico di un protagonista del Novecento: Carlo Levi”, a cura di Daniela Fonti e Antonella Lavorgna per la Fondazione Carlo Levi, vincitore dell’avviso pubblico “Strategia Fotografia 2020” e promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Il progetto si articola in tre sessioni - Archivio digitale, Mostra fotografica e Giornata di studi - che hanno l’obiettivo di ripercorrere la memoria storica del nostro paese attraverso gli occhi di uno dei protagonisti del Novecento, artista, scrittore, uomo politico fra i più completi, complessi e multiformi che l’Italia abbia espresso nel XX secolo.
L’Archivio fotografico della Fondazione Carlo Levi è costituito da circa 10.000 fotografie raccolte durante tutta la vita dall’intellettuale artista e scrittore e che coprono un arco temporale che parte degli inizi del Novecento fino ad arrivare alla fine degli anni Settanta.
Il materiale conservato è eterogeneo e racconta principalmente il lato pubblico dell’artista con alcuni accenni al mondo privato e familiare. La selezione delle oltre 1500 fotografie messe on line è proposta come una mostra di fotografia nella quale vengono presentati i nuclei tematici più significativi fra i molti inclusi nel fondo: il “diario” dei suoi viaggi compiuti, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, nei luoghi e tra le genti del Sud d’Italia: Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna; la serie di reportage fotografici firmati da fotografi internazionali come David Seymour (130 scatti) e Hanry Cartier-Bresson (soggetti romani contenenti 25 fotografie) che, oltre ad essere amici dell’artista, lo ritenevano un punto di riferimento per la documentazione e la denuncia del disagio sociale; l’utilizzo della fotografia, attraverso fotografi professionisti, come strumento per impostare i soggetti da ritrarre, per annotare particolari situazioni ambientali che avrebbe ripreso nei suoi quadri come il rilevante materiale fotografico realizzato da Mario Carbone per il grande telero Lucania’ 61 eseguito da Levi in occasione delle celebrazioni torinesi del Centenario dell’Unità d’Italia (il servizio originale conservato nell’Archivio di Carbone è di oltre 400 fotografie, mentre il fondo Carlo Levi ne conserva circa la metà).
All’interno della selezione un nucleo di particolare interesse è la serie di “Ritratti” di Levi realizzate da numerosi fotografi professionisti tra cui Arnold Newman, Marilyn Gerson, Carl Van Vechten, Erich Hartmann e Anatole Saderman, per citarne alcuni, che testimoniano l’interesse che la figura del nostro intellettuale suscitava anche in campo internazionale; alcuni di questi scatti lo riprendono nel suo atelier durante la realizzazione di opere pittoriche e in alcuni casi con il modello in posa (assai spesso celebri, come Alberto Moravia, Silvana Mangano, Anna Magnani).
In questa prima selezione dal fondo, non poteva manca il Levi impegnato nella politica e nel sociale (senatore della Repubblica per due legislature), sempre presente nei convegni e nei raduni a sostegno dei grandi temi come la pace e la lotta alla mafia, o ancora durante le manifestazioni per i diritti civili nazionali e internazionali.
L’Archivio online, basato sulla piattaforma open source xDams, ha permesso di utilizzare il rigore scientifico nella descrizione di dati e metadati (utilizzando la scheda F-ICCD), e allo stesso tempo di compilare dei campi descrittori e di inserire parole chiave così da mettere in relazione tra loro temi, luoghi, persone, istituzioni presenti nelle varie fotografie e rendere la ricerca più dettaglia e più veloce.
Al fruitore il piacere di scoprire la memoria storica conservata in ogni scatto fotografico. (aise)