Percezione/Natura: Annalaura di Luggo e Ferruccio Gard al Munav di Venezia

VENEZIA\ aise\ - Dallo scorso 10 luglio – e fino al 19 settembre – il MUNAV – Museo Storico Navale di Venezia ospita “PERCEZIONE / NATURA. Visioni tra iride e cinetica”, mostra che mette in dialogo le ricerche di Annalaura di Luggo e Ferruccio Gard, a cura di Marcello Palminteri.
La mostra è promossa nell’ambito del progetto di valorizzazione del MUNAV sviluppato da D’Uva srl, società concessionaria della gestione del museo per conto di Difesa Servizi, che ne cura la programmazione culturale e la realizzazione delle esposizioni temporanee. L’esposizione nasce all’interno di uno spazio che, per sua natura storica e simbolica, è profondamente legato all’idea di viaggio, attraversamento e osservazione dell’orizzonte. La navigazione, infatti, non è soltanto spostamento geografico, ma esperienza dello sguardo: un modo di misurare la distanza, confrontarsi con l’instabilità del punto di vista e costruire una relazione dinamica con ciò che si osserva.
In questo contesto, il progetto espositivo sviluppa una riflessione sulla percezione come processo in continua trasformazione, in cui il vedere non è mai un atto fisso ma una condizione mobile, affine all’esperienza del mare e del viaggio.
Il Museo Storico Navale, istituito nel 1923 e di proprietà del Ministero della Difesa e si sviluppa su cinque piani, per un totale di 42 sale e circa 6.000 metri quadrati espositivi, ed è custode e racconta la storia della Repubblica Serenissima, della marineria nazionale e della Marina Militare.
La mostra PERCEZIONE / NATURA. Visioni tra iride e cinetica rientra nel progetto di valorizzazione del museo promosso da D’Uva, attraverso un programma di mostre temporanee, eventi e nuove esperienze di visita, il progetto intende ampliare il ruolo del museo come luogo di produzione culturale e di dialogo tra patrimonio storico e contemporaneità.
Nelle opere di Annalaura di Luggo, iridi umane e animali entrano in dialogo con elementi della natura, dando vita a immagini che mettono in relazione identità, ambiente e percezione. L’occhio diventa una soglia simbolica tra il mondo interiore e quello esterno, uno spazio di connessione in cui si riflettono sensibilità, memoria ed esperienza. Attraverso questo incontro tra microcosmo e paesaggio naturale, l’artista invita a una riflessione sul legame profondo che unisce l’essere vivente all’ambiente che lo circonda.
A questa ricerca si affianca il lavoro di Ferruccio Gard, tra i principali esponenti dell’arte programmata e cinetica italiana. Le sue opere esplorano la percezione come fenomeno dinamico, costruito attraverso il movimento, la luce e le variazioni ottiche. L’immagine muta in relazione alla posizione dell’osservatore, rendendo il pubblico parte integrante dell’esperienza visiva.
L’allestimento è concepito come uno spazio di relazione tra le due ricerche. Attraverso precise scelte cromatiche e l’accostamento delle opere, il percorso espositivo costruisce rimandi, assonanze e contrappunti che amplificano il dialogo tra i due artisti. I colori delle iridi e degli elementi naturali presenti nei lavori di Annalaura di Luggo trovano corrispondenze nelle vibrazioni ottiche e nelle geometrie cromatiche di Ferruccio Gard, generando un confronto continuo tra immagine e percezione, natura e astrazione, interiorità e movimento.
La mostra si sviluppa così come un’esperienza nella quale ogni opera contribuisce a una narrazione comune. Il visitatore è invitato a cogliere le relazioni visive e concettuali che attraversano il percorso, scoprendo come due linguaggi apparentemente distanti possano incontrarsi in una riflessione condivisa sullo sguardo e sulla costruzione della realtà. (aise)