PhEST - See Beyond the Sea: a Monopoli la sesta edizione

BARI\ aise\ - È stata presentata ieri nel padiglione 152 della Fiera del Levante a Bari la sesta edizione di PhEST - See Beyond the Sea, festival internazionale di fotografia e arte che è ormai uno degli appuntamenti fissi e più importanti dell’’estate pugliese. Tema centrale di questa sesta edizione, proposta dal direttore artistico Giovanni Troilo e dalla curatrice fotografica Arianna Rinaldo, è Il corpo letto con una serie di diverse declinazioni, per una trentina di mostre di artisti internazionali, che consentiranno al pubblico di stupirsi, interrogarsi e riflettere. Quella del 2021, che si inaugura il 6 agosto alle 20, è una edizione che si presenta ancora una volta fuori dagli schemi e con lo sguardo rivolto non solo a Monopoli, alla Puglia e al Mediterraneo ma a tutto il Mondo, per consentire a tutti i visitatori di approcciarsi al bello, alla creatività, alla fotografia, all’arte e ai colori, andando oltre le difficoltà del momento storico che stiamo attraversando.
L’’intera programmazione, gli artisti e gli eventi di questa edizione sono stati presentati in conferenza stampa, svelando anche l’’arrivo di una 31esima mostra appena chiusa. Si tratta di Paolo Cirio con il lavoro Capture che denuncia i potenziali usi e abusi derivanti dall’’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale legate al riconoscimento facciale. La Rinaldo ha annunciato anche i vincitori della #PopUpOpenCall: per la categoria internazionale Dongwook Lee, per la categoria puglia Claudia Amatruda. Menzione speciale invece per Nuvola nome d’arte di Valeria Gentile, illustratrice monopolitana.
“PhEST a Monopoli ha raggiunto livelli straordinari, con eventi in programma veramente magnifici”, ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Il tema di questa edizione è il legame tra il corpo e la vita di ciascuno di noi, stigmatizzato dalla situazione di pandemia nella quale ci troviamo, ma non solo. C’è un’infinita serie di situazioni di disabilità, di lontananza, di difficoltà nella vita fisica, che sconnettono il corpo dalla mente e dall’anima. Questa manifestazione che durerà mesi, restituisce alla Puglia il ruolo di ospite di una grande iniziativa. PhEST è un importante tentativo di coniugare l’arte figurativa, in tutte le sue espressioni, con la vita reale delle persone. Una grande contaminazione che ci affascina”.
Massimo Bray, assessore regionale alla Cultura, della Regione, ha osservato come Phest “in un lasso di tempo così breve” sia “passato dalla prima edizione ad essere già una realtà di rilievo europeo. Sorprendente risultato se teniamo in conto anche tutte quelle che sono state le difficoltà affrontate nell’ultimo anno e mezzo”. Per Bray “il lavoro del direttore artistico Giovanni Troilo, della curatrice Arianna Rinaldo, sommato a quello di tutti gli operatori coinvolti, rappresenta il perfetto esempio di quanto la creatività ed il gusto per l’estetica siano scintilla per le ricadute positive sui settori del turismo e della cultura. Accomunare una mostra diffusa e di alto pregio intellettuale ad una scenografia incantata come quella della splendida città di Monopoli, sono convinto che sia una eccellente combinazione per una valorizzazione fondata sulla qualità del nostro territorio. Un modello, quello di Phest, che meriterebbe di essere esportato e mutuato anche in altre località. A mio parere il tema “Corpo”, scelto per questa quinta annualità, è stato sviluppato da tutti gli artisti toccando le corde della sensibilità per un’umanità ferita alla ricerca di un senso di appartenenza identitario quanto collettivo. Infine tengo a sottolineare quanto sia lodevole la scelta di utilizzare più linguaggi stilistici, codici e mezzi, in un continuo rimando fra artista e fruitore, fra digitale e analogico, via da sempre percorsa da Phest”.
Come ha sottolineato Angelo Annese, sindaco di Monopoli, “Phest quest’anno guarda al Mediterraneo partendo da Monopoli con la città al centro di un evento culturale che va oltre i suoi confini. Come ogni anno siamo pronti ad ospitare questa manifestazione che grande successo ha riscosso negli anni precedenti, riuscendo ad attrarre visitatori da ogni parte d’Italia e non solo. È uno dei pochi casi in cui non è il visitatore a raggiungere il museo ma il contrario, in una location naturale che da sempre affascina. Il Comune di Monopoli ci crede e Phest è ormai una realtà consolidata negli appuntamenti estivi ed autunnali della città”.
“Phest è un evento lungo due stagioni: parte a metà estate e prosegue fino a autunno inoltrato, consentendo alla Città di Monopoli non solo di intercettare quel flusso turistico già presente in estate durante il mese di agosto ma anche di attrarre visitatori nei mesi successivi. È un evento dal forte respiro internazionale che eleva l’’offerta turistico-culturale della città e che porta a scoprire Monopoli in ogni angolo, anche il più nascosto”, ha affermato l’aAssessore al Turismo del comune Cristian Iaia.
Gli ha fatto eco Rosanna Perricci, assessore alla Cultura del Comune di Monopoli, per la quale Phest “è un evento ormai consolidato che è punto di riferimento culturale e artistico dell’’estate pugliese intesa a 360 gradi. Ben trenta mostre dedicate al tema de “Il corpo” tra le quali mi piace ricordare quella dell’’artista italo palestinese Mustafa Sabbagh, uno dei cento fotografi più influenti al mondo e l'unico italiano fra i quaranta ritrattisti di nudo più importanti a livello internazionale. Nel progetto, infine, sono coinvolti ben quaranta adolescenti, rappresentando un bel momento di aggregazione e partecipazione giovanile”.
Giovanni Troilo, direttore artistico di PhEST, ha illustrato il perché del tema scelto, Il corpo, che, “immaginato qualche anno fa per questa edizione, si è rivelato particolarmente attuale. La migrazione dei corpi verso il mondo immateriale della rete, accelerata dalla pandemia, ha rivelato la estrema fragilità del corpo ma anche la sua necessarietà. Uomo e corpo di nuovo insieme, inesorabilmente. Il mio corpo, spietata topia, ripeterebbe Foucault. Trappola, condanna, ma sempre punto di partenza per ogni esplorazione, per ogni utopia”.
Per la curatrice fotografica Arianna Rinaldo, “–avere a PhEST la partecipazione di tanti artisti è importante. Per questo sono nate le nostre social open call che raggiugono migliaia di partecipanti da tutto il mondo. Quest’’anno la prima lanciata è stata #reunioncalling ispirata al racconto di Mario Cresci (in mostra con Ritratti Reali) sulle famiglie migranti che componevano le foto di famiglia con collage di foto diverse”.
Infine Cinzia Negherbon, project manager di PhEST–, ha raccontato il programma delle giornate inaugurali e ringraziato tutti i partner che ogni anno continuano a sostenere e a credere in PhEST e a lavorare per rendere ogni edizione sempre più bella e speciale. (aise)