Roma si accende di luce: l’installazione di Erik Mátrai e Márton Urbán

ROMA\ aise\ - Con una nuova installazione luminosa dal titolo “Mille anni di cammino insieme”, realizzata in collaborazione con Márton Urbán, Erik Mátrai torna nella Capitale sotto l’egida della Accademia d’Ungheria in Roma. L’installazione sarà inaugurata oggi pomeriggio alle 18:30 a Palazzo Falconieri, sede dell’Accademia, in Via Giulia 1, alla presenza del Ministro della Cultura e dell’Innovazione dell’Ungheria, Balázs Hankó, e degli artisti.
L’opera celebra la millenaria presenza dell’Ungheria nella Città eterna, trasformando la luce in simbolo di memoria, spiritualità e dialogo tra culture. Il cortile del Palazzo Falconieri diventa un palcoscenico di luce: otto lampade robotiche, controllabili con estrema precisione, proiettano forme geometriche archetipiche – cerchi, quadrati, triangoli, linee e archi – che non si fermano alle pareti, ma si espandono nello spazio, creando un campo tridimensionale in cui lo spettatore è immerso. Figure semplici si trasformano in simboli dell’Avvento e dell’attesa, attraverso la fusione dei colori luminosi. L’animazione, della durata di sei minuti e ripetuta ciclicamente, richiama l’esperienza del tempo liturgico e offre un’atmosfera intensa e contemplativa.
Le facciate del Palazzo Falconieri, rivolte verso il Lungo Tevere e disposte a U, ispirano un’installazione che utilizza l’architettura come superficie di proiezione e spazio atmosferico. La luce diventa presenza autonoma e gesto spaziale, capace di ridisegnare lo spazio e di evocare concetti universali come l’arrivo, la nascita, la consacrazione, l’unità e la Trinità. La tavolozza cromatica, basata sulla sintesi additiva dei colori RGB e CMY, rappresenta metaforicamente l’incontro di tre principi distinti che, fondendosi, generano una nuova qualità.
L’installazione sarà visibile anche di notte dal Lungotevere Tebaldi e resterà aperta al pubblico fino al 16 dicembre.
Con “Mille anni di cammino insieme”, Erik Mátrai – artista ungherese nato nel 1977, già noto al pubblico romano per l’opera Porticus 3.5 presentata nel 2017 al Palazzo Falconieri e per l’installazione Sfera 02.2 realizzata nel 2013 a Venezia – torna a Roma per intrecciare arte contemporanea e memoria storica, offrendo un’esperienza luminosa che celebra il legame profondo tra l’Ungheria e la Città eterna.
Accanto a lui, Márton Urbán porta nel progetto oltre dieci anni di esperienza nel settore audiovisivo, distinguendosi per la creazione di esperienze immersive e coinvolgenti. Con una forte attenzione al design dell’interazione, unisce tecnologia e creatività per dare vita a soluzioni innovative. Le sue installazioni robotiche rappresentano un connubio unico tra arte e tecnologia all’avanguardia, mentre la sua attività nella progettazione elettrica di dispositivi di piccole dimensioni arricchisce e potenzia gli elementi interattivi. La sua costante ricerca nel superare i confini garantisce che ogni progetto non solo soddisfi, ma superi le aspettative del pubblico. Grazie alla combinazione di competenze tecniche e visione artistica, Urbán continua a lasciare un segno significativo nel campo dell’interazione audiovisiva. (aise)