“Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione”: a Palazzo Firenze il progetto della Dante Alighieri

ROMA\ aise\ - Si intitola “Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione” il progetto della Società Dante Alighieri e della Fondazione Umberto Eco in programma a Roma, a Palazzo Firenze, a partire dal 23 giugno.
In quel giorno, la sede centrale della Dante ospiterà, dalle 17.30, un convegno inaugurale aperto da Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, insieme a Stefano Eco, Presidente della Fondazione Umberto Eco.
Il pensiero di Eco verrà indagato attraverso i temi della storia delle idee, della semiotica, della memoria e dell'interpretazione, delle fake news e della comunicazione, del Medioevo e dell'innovazione tecnologica, con gli interventi degli scrittori Roberto Cotroneo e Gianrico Carofiglio, e con tre conversazioni che vedono protagonisti Fabio Ciracì (Università del Salento) con Cristina Marras (CNR), Anna Maria Lorusso (Università di Bologna) con Isabella Pezzini (Sapienza Università di Roma), Tommaso di Carpegna Falconieri (Università di Urbino) con Francesca Roversi Monaco (Università di Bologna). Francesca Tancini presenta il progetto di riallestimento della Biblioteca Moderna Umberto Eco, che troverà sede presso l'Università di Bologna. La cura scientifica del convegno è di Riccardo Fedriga (direttore scientifico Fondazione Umberto Eco) e Alessandro Masi (Segretario generale Società Dante Alighieri).
I lavori saranno coordinati da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera.
Seguirà il vernissage della mostra, visitabile dal 24 giugno al 26 luglio (lunedì–venerdì 10.00–18.00, sabato–domenica 17.00–21.30). Tra i materiali esposti figurano le tavole originali di Milo Manara, concesse dall'autore, ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà, insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi, Baj e Pericoli.
L'allestimento, pensato in chiave inclusiva, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall'Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera.
A concludere le attività del 23 giugno, un rinfresco accompagnato da un'azione teatrale nel giardino di Palazzo Firenze, che vedrà Irene Giancontieri e Riccardo Rampazzo, allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, diretti da Mattia Spedicato, interpretare Le interviste impossibili – Umberto Eco incontra Beatrice (1975). La registrazione dell'azione teatrale sarà visibile in mostra nei giorni successivi.
Inoltre, il 9 luglio alle 18.30, a Palazzo Firenze verrà proiettato Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario (2022, Fandango), documentario che indaga la complessità del pensiero di Eco a partire dalla sua imponente biblioteca. (aise)