Verso il Museo Alinari: due sedi per il futuro del patrimonio Alinari

Michele Vestrini, “Sognando i corsari”, Terrazza Mascagni, Livorno, 1958, Archivi Alinari-archivio Leiss, Firenze.

FIRENZE\ aise\ - Questa mattina, a Firenze, la Fondazione Alinari per la Fotografia ha raccontato alla stampa il percorso compiuto nei suoi primi cinque anni di vita e ha presentato i propri progetti futuri, primo fra tutti la realizzazione delle nuove sedi di Firenze e Montecatini, che nei prossimi anni permetteranno finalmente di accogliere tutto l’immenso patrimonio Ainari.
Il presidente Giorgio van Straten e la direttrice Claudia Baroncini, entrambi confermati nei loro incarichi, hanno ripercorso le attività svolte in questi anni - dalle mostre in Italia e in Europa, alla digitalizzazione dell’archivio – e anticipato gli eventi in programma nel futuro.
Istituita nel 2020 per volontà della Regione Toscana con l’obiettivo di conservare, studiare e valorizzare il patrimonio dell’Archivio Alinari, uno dei più grandi e importanti archivi fotografici al mondo, la Fondazione ha avviato le proprie attività nel 2021, dando avvio a un programma articolato che comprende la tutela e la descrizione e digitalizzazione dei materiali, la realizzazione di mostre e progetti scientifici, la costruzione di collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali e la definizione del futuro assetto museale e archivistico del patrimonio.
Un percorso che prosegue nel segno della continuità. Alla guida della Fondazione sono stati riconfermati il presidente Giorgio van Straten e la direttrice Claudia Baroncini, chiamati a proseguire il lavoro avviato in questi anni e ad accompagnare l’istituzione in una nuova fase di sviluppo.
Proprio nei prossimi anni si apre una tappa decisiva: la realizzazione delle nuove sedi destinate ad accogliere e valorizzare il patrimonio Alinari.
Il futuro: il Museo, la Biblioteca e l’Archivio Alinari tra Firenze e Montecatini
Il futuro Museo Alinari troverà sede nel complesso monumentale di Santa Maria Novella, negli spazi dell’ex Scuola Marescialli. Inserito in un più ampio progetto di riqualificazione urbana, l’area diventerà uno dei principali poli culturali della città, destinato ad accogliere istituzioni impegnate nella ricerca, nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale.
Nei circa 1.800 metri quadrati destinati alla Fondazione troveranno posto il Museo Alinari, e una parte significativa dell’Archivio fotografico. La nuova sede ospiterà inoltre la Biblioteca, comprensiva degli Album della Fototeca, sale di consultazione e ricerca, spazi per attività educative e servizi al pubblico, un bookshop, una sala multifunzionale e gli uffici della Fondazione.
Il progetto architettonico sarà completato entro il 2026, aggiornando la stima complessiva dell’intervento – inizialmente prevista in circa 5 milioni di euro per i lavori e 1,5 milioni per gli allestimenti – e programmando le risorse necessarie all’avvio del cantiere. L’intervento sarà finanziato dalla Regione Toscana, con il sostegno della Fondazione CR Firenze per quel che riguarda la catalogazione della Biblioteca e il progetto museologico, l’ideazione e l’allestimento della parte museale. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2028 e aprire al pubblico il Museo Alinari nel 2029. Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio processo di rigenerazione urbana dell’area, coordinato attraverso un tavolo tecnico che coinvolge Comune di Firenze, Regione Toscana e Fondazione.
Accanto alla sede fiorentina resterà fondamentale disporre di uno spazio che ospiti circa due terzi degli archivi, dedicato alla conservazione dei materiali più delicati, in particolare dei negativi, che richiedono specifiche condizioni microclimatiche. Per questo la Regione Toscana sta sviluppando anche il progetto della Casa della Fotografia a Montecatini, nell’edificio delle Terme Excelsior, destinata ad accogliere depositi attrezzati e laboratori per il restauro e la digitalizzazione del patrimonio anche di altri importanti fondi fotografici toscani, e un’attività di alta formazione nel campo della conservazione, digitalizzazione e catalogazione, completando così il futuro assetto infrastrutturale dell’istituzione.
Cinque anni di attività: mostre, conservazione e valorizzazione
Nei primi cinque anni di attività, la Fondazione ha consolidato un’intensa e qualificata attività espositiva, che proseguirà con nuovi progetti nel prossimo triennio, grazie a uno staff che ha progressivamente messo a frutto le competenze e rafforzato l’organizzazione interna. La Fondazione è oggi in grado di ideare e realizzare mostre proprie o su committenza, utilizzando sia stampe originali sia riproduzioni moderne, e gestendo tutte le fasi progettuali: dalla ricerca iconografica alla cura scientifica, fino all’ideazione degli allestimenti e della grafica, alla comunicazione e promozione.
La mancanza di una sede espositiva stabile a Firenze ha favorito l’apertura e il consolidamento di collaborazioni con enti e istituzioni nazionali e internazionali, permettendo di portare il patrimonio Alinari in sedi prestigiose e di ampliare la diffusione delle sue collezioni attraverso mostre e pubblicazioni.
Tra le esposizioni più significative del quinquennio si ricordano Fotografe! a Firenze, nella doppia sede di Villa Bardini e Forte di Belvedere (2022) realizzata insieme alla Fondazione CR Firenze e al Comune, L’Italia è un desiderio alle Scuderie del Quirinale di Roma (2023) e Fotografia Wulz. Un atelier, una famiglia, una città al Magazzino delle Idee di Trieste (2024), in seguito all’inventariazione e digitalizzazione dell’archivio Wulz sostenuto da Fondazione CR Firenze. A queste si affiancano altri progetti realizzati in Toscana, tra Arezzo, Livorno e Carrara.
Il lavoro di conservazione e ricerca ha incluso il più ampio progetto di digitalizzazione della lastroteca storica mai realizzato in Italia, dalla Regione Toscana con risorse PNRR. Sono state digitalizzate circa 80.000 lastre, tra cui molti dei celebri “Giganti di Vetro” (lastre di grandi dimensioni, fino a 114 cm x 85), oltre a registri storici e altri materiali d’archivio, acquisiti in alta definizione e progressivamente resi accessibili per studio e valorizzazione.
Parallelamente, la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di punto di riferimento regionale per la fotografia, coordinando il Censimento dei patrimoni fotografici in Toscana e la nascita della Rete Toscana della Fotografia, progetto promosso dalla Regione Toscana, una comunità che riunirà istituzioni, archivi, studiosi, associazioni e cittadini con l’obiettivo di condividere strumenti, competenze e metodologie per la tutela e la valorizzazione dei patrimoni fotografici.
Il programma espositivo dei prossimi anni
La valorizzazione degli Archivi Alinari proseguirà attraverso un programma espositivo articolato tra Toscana, Italia e contesto internazionale. Nel 2026 la mostra dedicata a Michelangelo, recentemente presentata a Carrara, sarà rivisitata con un’importante integrazione sul rapporto fra Michelangelo e il simbolismo, alla Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo, sostenuta da Fondazione CR Firenze, mentre con il Comune di San Gimignano sono in corso interlocuzioni per avviare un progetto dedicato al fondo del fotografo Logi.
Sempre nel 2026 sono previste, o già in corso di svolgimento, tre iniziative di particolare visibilità internazionale: la mostra fotografica allestita all’esterno della Mairie di Parigi, inaugurata in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura; lo spin-off della mostra Fotografia Wulz, dedicato alle sorelle Wanda e Marion Wulz, che sarà presentato alla Estorick Collection di Londra in collaborazione con Calliope Arts Foundation; e, sempre a Londra, la partecipazione a un’esposizione dedicata a Fosco Maraini promossa dall’Istituto Italiano di Cultura. (aise)