“Yeli Yeli. Jamón, Romero y Chocolate”: al Cervantes di Roma il concerto di Álvaro Romero e Esteban Perles

ROMA\ aise\ - Sabato prossimo, 4 luglio, alle 21.00 il giardino dell’Instituto Cervantes di Roma ospiterà Álvaro Romero e Esteban Perles con il concerto “Jamón, Romero y Chocolate” titolo che riprende anche il nome dell’album del suo progetto musicale “Yeli Yeli”, un concerto intimo e innovativo nel quale si fonderanno mirabilmente flamenco, elettronica e tradizioni iberiche e afro. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
“Yeli Yeli” è un progetto artistico dirompente che trasforma la musica in un vero e proprio specchio sociale. Ispirandosi alla visione filosofica di New Babylon – uno spazio globale fondato sulla libertà creativa e sulla dinamica interazione tra l'essere umano e il suo territorio – questa proposta esplora i confini geografici e sonori per dar vita a un'esperienza unica. Cuore del progetto è l'incontro ravvicinato tra due culture tanto distinte quanto profondamente vicine: quella spagnola e quella portoghese. Attraverso l'abbraccio tra la potenza del flamenco e la modernità della musica elettronica, “Yeli Yeli” scava nelle radici storiche della colonizzazione, delle migrazioni e della schiavitù.
Il risultato è un flusso sonoro che unisce i generi del passato – come il fado, i tangos tradizionali e l'antica danza Chula – alle innovazioni tecnologiche del presente e del futuro, arrivando fino alle contaminazioni urbane del Kuduro progressivo.
Spagnolo, Romero non è nuovo al pubblico italiano: ha già visitato il paese in diverse occasioni per motivi artistici. Con “Yeli Yeli” mette in dialogo il flamenco con l’elettronica e con le diverse tradizioni musicali della Penisola Iberica, in un formato volutamente intimo.
“Non ritengo di aver reciso il legame con il flamenco. Al contrario, esso rimane la base da cui parte ogni mio lavoro. Il mio obiettivo è inserirlo in un confronto con il presente: con altre musiche, con la letteratura, con la performance e con le questioni che animano il dibattito contemporaneo. Più che un distacco dalla tradizione, si tratta di sperimentare nuove modalità per abitarla”, spiega l’artista.
Il concerto sarà un percorso tra i brani che compongono l’universo di “Yeli Yeli”: flamenco, basi elettroniche, influenze da musiche iberiche e afro, testi e racconti nati durante il processo creativo del progetto. Una dimensione sonora dove la musica africana entra attraverso ritmo, ripetizione e dimensione collettiva, mentre la chula portoghese, approfondita grazie alle ricerche dell’artista sulle tradizioni orali della Penisola Iberica, apre nuove connessioni con il flamenco. “L’elettronica mi permette di creare nuovi spazi per la voce, mantenendo l’intensità emotiva ed espressiva che caratterizza il flamenco. Considero il flamenco come uno strumento contemporaneo, capace di dialogare con altri suoni, altre storie e altri modi di intendere l’identità”, conclude Romero.
Il canto, come sottolinea l’artista, viene utilizzato come strumento critico di pensiero facendo delle parole uno specchio in cui il pubblico può guardarsi e vedere i nei, le rughe dell'età o le cicatrici di vecchie ferite. Romero lancia domande nell'aria come fossero “ole” scritti in linguaggio matematico e, senza fermare il suo canto nemmeno per un momento, fornisce chiavi per costruire un racconto su chi siamo e su chi siamo stati. In questo modo, la scena si trasforma in un giardino in cui fioriscono questioni, interrogativi, risposte e domande sulla memoria storica, l'identità collettiva, i ruoli di genere o la violenza maschilista. (aise)