Pagamenti online: il rapporto della Banca d’Italia sulle frodi

foto Banca d'Italia
ROMA\ aise\ - La Banca d'Italia ha pubblicato mercoledì scorso i dati sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia nei primi sei mesi del 2025.
Il Rapporto esamina l'evoluzione dei rischi connessi all'utilizzo dei principali strumenti di pagamento digitali - bonifici, carte di pagamento - debito e credito - moneta elettronica e prelievi da ATM – nei diversi canali di utilizzo (POS fisico ed e-commerce), analizzando la dimensione geografica (Italia - estero) e i presidi di sicurezza impiegati (Strong Customer Authentication - SCA e altri).
Dai dati raccolti emerge che nel primo semestre del 2025, il tasso di frode – cioè il rapporto tra valore delle operazioni fraudolente e ammontare complessivo delle operazioni di pagamento - rimane contenuto: 3 euro ogni 100.000 euro transati (0,003% in valore).
Ma, precisa la Banca d’Italia, restano differenze rilevanti tra i diversi strumenti di pagamento: il tasso di frode risulta stabile (su base annua) per carte di pagamento (18 euro ogni 100.000 euro transati; 0,018% in valore); prelievi da ATM (10 euro ogni 100.000 euro transati; 0,01% in valore); e bonifici (2 euro ogni 100.000 euro transati; 0,002% in valore).
Per la moneta elettronica, invece, soprattutto per le carte prepagate, si osserva invece un aumento: l'incidenza delle operazioni fraudolente sale a 31 euro ogni 100.000 euro transati (lo 0,031% rispetto allo 0,027% dello stesso periodo dello scorso anno).
Quanto ai bonifici, il tasso di frode per quelli istantanei (43 euro ogni 100.000 euro transati; 0,043% in valore) pur se superiore a quello dei bonifici ordinari, è in “sensibile diminuzione” rispetto al semestre precedente. Una riduzione – spiega la Banca – che riflette anche il rafforzamento dei presìdi di prevenzione e le iniziative di sensibilizzazione adottate dai PSP in seguito all'entrata in vigore dell'Instant Payments Regulation (IPR), che ha previsto l'introduzione dal 9 ottobre scorso di un servizio di verifica dell'IBAN del beneficiario.
Guardando ai canali di utilizzo, le operazioni effettuate in modalità e-commerce continuano a mostrare una maggiore rischiosità rispetto a quelle eseguite presso POS fisici. Il divario si riduce per le carte di debito e di credito, mentre è in aumento per la moneta elettronica (carte prepagate).
Con riferimento alla dimensione geografica, le operazioni transfrontaliere, soprattutto quelle effettuate al di fuori dello Spazio Economico Europeo, presentano un'incidenza delle frodi nettamente superiore rispetto a quelle domestiche, in particolare per le carte di pagamento e la moneta elettronica.
Per quanto riguarda gli effetti dei presidi di sicurezza, i pagamenti effettuati con SCA (Strong Customer Authentication) presentano livelli di rischio molto contenuti e notevolmente inferiori rispetto a quelli effettuati senza SCA, in particolare nelle transazioni cross-border.
I presidi di sicurezza appaiono meno efficaci in caso di manipolazione del pagatore - tipologia di frode che induce l'utente a disporre volontariamente un pagamento verso un beneficiario fraudolento. La manipolazione del pagatore si conferma la forma prevalente di frode nelle transazioni effettuate tramite bonifico.
Le operazioni con carte di pagamento e con moneta elettronica risultano, invece, principalmente caratterizzate dalle frodi per transazioni non autorizzate, quali il furto di dati o dello strumento di pagamento. (aise)