MANOVRA, REGIONALI E VOTO ALL’ESTERO NELLA PRIMA NEWSLETTER DEL 2020 DI MASSIMO UNGARO (IV)

MANOVRA, REGIONALI E VOTO ALL’ESTERO NELLA PRIMA NEWSLETTER DEL 2020 DI MASSIMO UNGARO (IV)

ROMA\ aise\ - “Cari amici, benvenuti negli anni '20! In questa newsletter trattiamo delle buone misure per gli italiani all'estero contenute nella legge di bilancio 2020, delle elezioni in Emilia Romagna per la riconferma di Stefano Bonaccini, della risposta del Governo alla mia interrogazione in tema di conti correnti in Italia per gli italiani all'estero, del Green New Deal della Commissione UE e delle prime misure varate contro la tassa rosa”. Così Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, sintetizza i contenuti della sua newsletter, consultabile a questo link.
“Ma prima consentitemi di fissare alcuni pensieri”, continua il deputato. “Il prossimo 25 gennaio saranno quattro gli anni senza giustizia per Giulio Regeni. Come Commissione di inchiesta parlamentare sulla sua morte – assicura – faremo di tutto per arrivare alla verità, un dovere che abbiamo nei confronti della sua famiglia, di tutti i nostri giovani che si distinguono nel mondo e di tutte le vittime innocenti dei vari 'terrorismi di stato' che affliggono l'Egitto e il mondo”.
“Tengo inoltre a denunciare e a ritenere del tutto illegale l'uccisione del generale Qassim Soleimani da parte del governo Trump: dove sono le prove di attacchi imminenti? Basta guerre basate su rischi infondati, come in Iraq nel 2003. In merito – ricorda il deputato – ho presentato un'interrogazione alla Camera per escludere l'uso di basi USA in Italia per queste operazioni. Vi segnalo infine un recente articolo di Fubini sul Corriere che dimostra come sostenere il voto degli italiani all'estero aiuti a fermare i sovranisti: nelle passate elezioni europee se l'affluenza all'estero fosse stata come quella in Italia e, soprattutto, se tutti gli italiani all'estero fossero stati in condizione di votare, lo scarto tra europeisti e sovranisti si sarebbe ridotto al ben più trascurabile 1.5%. Chi conosce i vantaggi della diversità e dell'integrazione non vota per chi diffonde la paura del diverso. Anche per questo motivo – conclude Ungaro – il voto all'estero va sostenuto: nel 2024 introduciamo la possibilità di votare alle europee in tutti i consolati italiani del mondo”. (aise) 

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