SCHIRÒ (PD): LA NOSTRA LINGUA E IL NOSTRO PRESTIGIO CULTURALE VANNO CONCRETAMENTE TUTELATI E SVILUPPATI

SCHIRÒ (PD): LA NOSTRA LINGUA E IL NOSTRO PRESTIGIO CULTURALE VANNO CONCRETAMENTE TUTELATI E SVILUPPATI

ROMA\ aise\ - “Ha avuto inizio la XX edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, quest’anno sul tema “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti”. Un tema scelto a suo tempo nel tentativo di sollecitare l’interesse per la nostra lingua al di là dei recinti accademici e degli ambiti specialistici, ma che oggi deve fare i conti con il freno dei contatti e degli incontri imposti dalle misure di prevenzione della pandemia”. Partono da qui le riflessioni di Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, sulla ventesima edizione della Settimana della lingua italiana iniziata ieri.
“Si è cercato di reagire, come ha ben detto la Vice Ministra Marina Sereni, con rimedi adeguati: la tecnologia e la qualità”, annota la parlamentare, secondo cui “la credibilità che l’Italia ha ancora nel mondo come straordinario deposito e grande laboratorio di cultura ci consente di farlo, permettendoci di misurarci positivamente in un campo che tuttavia è diventato sempre più difficile e affollato di competitori attrezzati e ambiziosi”.
Ma, aggiunge Schirò, “non possiamo dormire sugli allori, dunque. Tanto più che la pandemia ha provocato danni seri al sistema di formazione in italiano nel mondo e di promozione della nostra lingua e della nostra cultura, fronteggiati solo in parte con le modalità di dialogo a distanza”.
“La nostra lingua – continua – vive nel mondo per il suo prestigio, ma anche perché l’Italia può godere di una rete di supporto unica e di un sistema molto articolato, benché poco conosciuto. La rete di supporto è data dai 6 milioni di cittadini italiani e dai 60 milioni di italodiscendenti, ai quali sono da aggiungere ancora i tanti stranieri che amano e praticano la nostra lingua e la nostra cultura. Ebbene, i programmi e le attività promozionali che le diverse istituzioni culturali adottano all’estero non coinvolgono adeguatamente le nostre comunità, che non sono solo rifugi di tradizione, ma anche luoghi di evoluzione e di integrazione. Un limite che andrebbe al più presto superato per il bene del Paese”.
“Un secondo motivo di riflessione e di impegno immediato – osserva Schirò – è che se l’Italia oggi può contare su oltre due milioni di persone che studiano l’italiano, ciò è dovuto a un sistema di promozione e formazione che si estende dalle scuole materne alle università straniere e coinvolge soggetti pubblici e privati. Un sistema così articolato non vive d’aria e non può funzionare bene senza programmazione e coordinamento. Al di là delle belle parole che si usano all’inaugurazione degli eventi, ci sono due problemi seri da affrontare, subito e concretamente. Il primo, come non mi stancherò mai di dire, è il rifinanziamento del Fondo quadriennale della lingua e della cultura italiana, che scade quest’anno. Il secondo è la destinazione di una quota significativa dei fondi dell’internazionalizzazione anche al settore culturale, affinché la promozione nel mondo del nostro sistema Paese sia veramente integrata e penetrante”, conclude. “Non ne abbiamo avuto mai tanto bisogno come in questo momento difficile”. (aise) 

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