60mila migranti arrivati a Ceuta/ La Spagna: già rimpatriati 25mila

ROMA\ aise\ - 60mila migranti in un giorno. Questi i numeri riferiti dalle autorità di Madrid circa quanto accaduto a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, dove tra ieri e oggi sarebbero arrivati più di 60mila migranti. Ad ora ne sono stati rimpatriati già 25mila.
Arrivato a Ceuta anche il premier spagnolo Pedro Sanchez che ha definito quanto accaduto un “attacco alla sovranità territoriale della Spagna. Utilizzeremo tutte le risorse dello Stato per garantire la sicurezza e la convivenza" nell'enclave, ha dichiarato Sanchez, assicurando un "impegno totale e netto per il futuro della Città Autonoma di Ceuta".
Al fianco della Spagna l’Unione Europea.
“Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili”, ha scritto la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su X. “Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole. Gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate. E i rimpatri devono essere rapidi, come previsto dalle nostre regole”.
“Ho incaricato due Commissari di fornire supporto per il controllo della situazione”, aggiunge von der Leyen. “Magnus Brunner sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si occuperà di fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Mentre Dubravka Suica è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco contribuirà a ottenere risultati concreti”.
Quanto accaduto a Ceuta, hanno dichiarato le autorità spagnole, sarebbe conseguenza di una sentenza della Corte Suprema, "usata dalle mafie", che vieta i respingimenti dei migranti che entrano a nuoto.
Una precisazione rivolta direttamente all’Italia che ieri, attraverso due diversi post della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, aveva evocato la sospensione di Schengen – cioè la libera circolazione con il ripristino dei controlli alle frontiere – aprendo un caso diplomatico con Madrid.
È il Ministro Tajani a sostenere nel suo post che “la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è profondamente sbagliata e incentiva il traffico di essere umani”. Posto che la Spagna non ha deciso di concedere la cittadinanza, ma di regolarizzare 500mila migranti, non sarebbe neanche questa la causa di una vera e propria invasione che per Madrid è stata organizzata dalle “mafie”.
Piccata la replica del ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Albares: "questo messaggio è indegno del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico. Ci aspettiamo solidarietà europea, non demagogia partitica. I fatti di oggi riguardano una sentenza. Ho convocato domani (oggi - ndr) l’ambasciatore d’Italia", ha scritto su X.
Ad evocare Schengen è stata anche la Premier Giorgia Meloni, sempre su X: “le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei. Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”, ha scritto Meloni su X. “Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo”.
All’attacco della reazione scomposta del Governo le opposizioni che prima hanno ricordato, non senza ironia, che l’Italia non condivide frontiere con la Spagna, e poi ricordato che per chi arriva da Ceuta – che per il suo status di enclave e perchè non si trova nell’Europa continentale – è già previsto il controllo dei documenti per chi vuole entrare nell’Ue. (aise)