Il Grano e l’Acqua: sfide geopolitiche vecchie e nuove nel dibattito di Vision & Global Trends a Roma

ROMA\ aise\ - Grano e acqua costituiscono il fondamento materiale della vita delle società umane. Intorno a essi si sono sviluppate le prime civiltà, si sono consolidate strutture di potere, si sono formati sistemi economici e assetti territoriali destinati a durare nel tempo. Tuttavia, queste risorse essenziali non sono mai state meri elementi naturali: al contrario, esse hanno storicamente rappresentato strumenti di dominio, fattori di legittimazione politica e cause profonde di competizione e conflitto.
Nel corso della storia, il controllo delle risorse alimentari e idriche ha inciso sulla stabilità degli Stati, sulla loro capacità di espansione e sulla definizione degli equilibri regionali e globali. Oggi, nel nuovo contesto geopolitico mondiale, segnato da conflittualità diffuse, mutamenti climatici, pressioni demografiche e crescente competizione per l’accesso ai beni vitali, grano e acqua tornano ad assumere una centralità strategica senza precedenti.
La sicurezza alimentare e la sicurezza idrica non possono più essere interpretate come questioni settoriali o esclusivamente tecniche. Esse si configurano sempre più come dimensioni strutturali della geopolitica contemporanea, capaci di influenzare le scelte di politica estera, la tenuta degli equilibri interni, le dinamiche economiche globali e i flussi migratori. In questo scenario, grano e acqua diventano leve decisive nella ridefinizione delle sovranità, nella costruzione di nuove forme di governance e nell’esercizio del potere, tanto da parte degli Stati quanto degli attori non statali.
Queste le riflessioni alla base del seminario “Il grano e l’acqua. Sfide geopolitiche antiche, presenti e future” in programma il prossimo 6 marzo dalle 15:00 alle 19:00 nella Sala delle Conferenze “Esperienza Europa – David Sassoli” a piazza Venezia a Roma.
Organizzato da Vision & Global Trends a Roma, l’incontro si propone di offrire una riflessione articolata e multidisciplinare su queste dinamiche, in continuità con il percorso di analisi sviluppato nell’omonimo numero della rivista “Geopolitica”, esplorando il ruolo delle risorse alimentari e idriche come fattori strutturali dell’ordine globale, analizzandone le implicazioni storiche, politiche, economiche e sociali.
Particolare attenzione viene dedicata alle nuove forme di vulnerabilità sistemica generate dall’intreccio tra crisi ambientali, instabilità geopolitica e interdipendenze globali. Il deficit idrico, le fragilità delle catene di approvvigionamento alimentare e l’uso strategico del cibo come strumento di pressione e coercizione emergono come elementi centrali di una competizione sempre più esplicita per il controllo delle risorse vitali. In questo quadro, la misurazione della vulnerabilità e l’analisi dei sistemi complessi diventano strumenti indispensabili per comprendere la natura e la portata delle sfide in atto.
Al tempo stesso, il seminario apre una riflessione sulle prospettive future, interrogandosi sulle possibilità di cooperazione, sulle trasformazioni dei modelli di governance e sul ruolo dell’innovazione tecnologica nella gestione delle risorse. La crescente centralità delle cosiddette “infrastrutture della vita” – acqua, cibo, reti materiali e immateriali – pone interrogativi cruciali sulla ridefinizione della sovranità e sulle nuove forme di potere che si delineano nel XXI secolo.
I lavori si apriranno con una introduzione al quadro teorico e geopolitico del seminario a cura di Tiberio Graziani (Vision & Global Trends)
Di “Deficit idrico e ordine globale. Nuove configurazioni della governance delle risorse idriche” parlerà Giuseppe Anzera (La Sapienza Università di Roma), mentre “Geopolitica e insicurezze alimentari: il cibo come guerra” sarà il tema approfondito da Giuseppe Bettoni (Università degli Studi di Roma Tor Vergata).
Seguiranno i contributi “Misurare la vulnerabilità: dati, interdipendenze e sistemi complessi” a cura di Simona Perone (La Sapienza Università di Roma / ISTAT) e “La nuova geopolitica della sovranità sulle infrastrutture della vita” di Francesco Lapenta (John Cabot University).
Dopo il dibattito le conclusioni saranno affidate a Marco Centaro (Vision & Global Trends). (aise)