L’AMBASCIATORE FRANCESCO TALÒ ALLA NATO SU CLIMA E SICUREZZA GLOBALE

L’AMBASCIATORE FRANCESCO TALÒ ALLA NATO SU CLIMA E SICUREZZA GLOBALE

BRUXELLES\ aise\ - “I cambiamenti climatici hanno importanti ricadute sulla sicurezza globale. Sono un moltiplicatore di alcune sfide. Da una parte c’é l’impatto dei cambiamenti climatici sulla nostra sicurezza. Dall’altro quello dei nostri dispositivi di sicurezza sull’ambiente. In un’alleanza di democrazie occorre aver sempre ben presente il sentire delle nostre opinioni pubbliche. Oggi é piú facile vedere la gente scendere in piazza per l’ambiente piuttosto che per altre ragioni. La verità é che ambiente e pace vanno di pari passo. In aree devastate dalla guerra la natura é distrutta, così come in regioni nelle quali l’ambiente é devastato da fenomeni quali la desertificazione si possono innescare migrazioni di massa che generano profonde forme di instabilità”. Lo ha detto l’Ambasciatore Francesco Maria Talò, Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio Atlantico, al seminario “NATO e Natura: un clima in cambiamento”, organizzato dalle delegazioni italiana e britannica presso l’Alleanza Atlantica, ieri, 17 settembre, a Bruxelles.
L’evento di alto livello, e con numeroso pubblico, seppure nel rispetto delle norme di distanziamento anti-covid, é stato organizzato congiuntamente dalle due delegazioni nel quadro della partnership tra i due Paesi per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26).
Tra i presenti, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa lussemburghese, Francois Braush, il Vice Segretario Generale del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS), con delega per le questioni economiche e globali, Stefano Sannino ed il Commissario dell’Unione Africana per l’economia rurale e l’agricoltura, Josefa Sacko.
All’evento, che si è svolto in modalità “ibrida”, con parte di relatori e pubblico presenti presso la NATO e altri collegati via web, ha coinvolto anche alcuni tra i principali esperti di sicurezza e ambiente del mondo dei think tanks internazionali.
I temi ambientali e le possibili ricadute sulla sicurezza non sono nuovi per la NATO. Il Concetto Strategico approvato a Lisbona nel 2010, infatti, già li menzionava tra i fattori che “definiranno il futuro ambiente di sicurezza in aree di interesse per la NATO ed avranno il potenziale di incidere significativamente sulla capacità della NATO di pianificare e operare”. L’evoluzione nel corso dell’ultimo decennio del fenomeno dei cambiamenti climatici ha tuttavia cambiato la percezione collettiva del fenomeno, con ripercussioni in ogni settore incluso quello della sicurezza. A partire da tale constatazione, il seminario ha offerto una prospettiva più ampia, consentendo di approfondire il rapporto tra ambiente e sicurezza, nella duplice declinazione dell’impatto che il primo – inteso come moltiplicatore di conflitti ma anche di opportunità – può avere sulla seconda nonché degli effetti che le misure adottate per proteggere i nostri cittadini sull’ambiente circostante, nell’ottica di elaborare adeguate misure di mitigazione.
Da tempo le Forze Armate italiane hanno intrapreso con convinzione e progetti tecnologicamente innovativi questa strada: un’esperienza e un approccio che l’Italia ha ritenuto importante condividere con i partner dell’Alleanza.
Dopo la relazione di Tom Middendorp, Presidente del Consiglio Militare internazionale su clima e sicurezza, la duplice prospettiva è stata approfondita nel contesto di due sessioni di lavoro dedicate.
I Paesi dell’Alleanza Atlantica da tempo sono impegnati in una riflessione sull’adattamento e la modernizzazione della NATO per far fronte alle nuove sfide alla sicurezza.
Dopo il Vertice di Londra del 2019, tale sforzo ha trovato formale consacrazione con la costituzione, su mandato dei Capi di Stato e di Governo della NATO, di un gruppo indipendente di esperti incaricato di redigere un rapporto su come l’Alleanza possa rafforzare la propria natura politica per far fronte alle nuove sfide alla nostra sicurezza. L’iniziativa si colloca in questa più ampia cornice, anche come contributo all’iniziativa di diplomazia pubblica denominata “NATO2030”.
Dall’Artico all’Africa, i lavori hanno fatto emergere in maniera chiara la rilevanza strategica di una cooperazione di ampio respiro dell’Alleanza Atlantica con le principali organizzazioni internazionali, incluso – in primo luogo – l’Unione Europea, le Nazioni Unite e l’Unione Africana. (alessandro butticé\aise)