Meloni incontra i Primi Ministri di Ungheria, Libia e Polonia

ROMA\ aise\ - Un’agenda piena di incontri quella della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che oggi ha ricevuto a Palazzo Chigi il neo eletto Primo Ministro dell'Ungheria, Péter Magyar, il Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale libico, Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, e il Primo Ministro polacco, Donald Tusk. Domani, la premier incontrerà il segretario di stato Usa, Marco Rubio.
Nel primo incontro con il neoeletto Magyar è stata confermata la solidità delle relazioni tra Italia e Ungheria, recita la nota di Palazzo Chigi. Ciò, con riferimento sia ai principali dossier bilaterali, a partire dalla cooperazione nel settore della difesa, sia alle tematiche prioritarie dell’agenda dell’Unione Europea, a partire dal rafforzamento della competitività europea e della gestione del fenomeno migratorio.
Meloni e Magyar hanno anche discusso degli attuali teatri di crisi a livello internazionale, concordando di mantenersi in stretto contatto.
Con il Primo Ministro libico, Meloni ha discusso delle modalità attraverso le quali rafforzare ulteriormente la già solida cooperazione bilaterale, con particolare riferimento alle relazioni economiche e agli investimenti nel settore dell’energia. I due Leader – riporta la nota di Governo – hanno poi riaffermato il comune impegno nella gestione dei fenomeni migratori passando in rassegna anche le principali attività di collaborazione in corso con partner internazionali quali Turchia e Qatar. Infine, il Presidente del Consiglio ha reiterato il pieno sostegno italiano a un processo politico, a guida libica e facilitato dalle Nazioni Unite.
Ultimo incontro della giornata, quello con il presidente polacco Tusk, già presidente del Consiglio europeo. Rapporti bilaterali e scenari internazionali al centro anche dell’incontro, a margine del quale i due leader hanno reso dichiarazioni alla stampa.
I rapporti tra Italia e Polonia si fondano su “radici culturali molto profonde” ha detto la Premier ricordando che “Italia e Polonia sono le uniche due Nazioni al mondo che si citano reciprocamente nei loro Inni nazionali”. Stretto anche il rapporto economico grazie ad interscambio commerciale che nel 2025 “ha toccato un nuovo record storico, superando per la prima volta i 36 miliardi di euro”, ha sottolineato la Premier. Sui principali dossier europei “c’è grande convergenza su molti temi, a partire da quello che riguarda la competitività”, senza dimenticare che “il Primo Ministro Tusk, Donald è “ospite fisso” anche dei nostri incontri informali sulla migrazione per le soluzioni innovative”.
Quanto all’attualità internazionale e agli ultimi sviluppi in Medio Oriente in particolare, “Italia e Polonia sono entrambe impegnate per favorire una de-escalation nella regione e per contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese”, ha detto la Premier. “Siamo anche particolarmente attenti alle necessità dei nostri partner del Golfo e voglio approfittare dell’occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell’Italia agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti dall’Iran, anche nelle ultime ore”.
Sul fronte ucraino, “ci siamo confrontati sullo stato di avanzamento del processo negoziale per arrivare a una pace giusta e duratura. In questi quattro anni – ha evidenziato la Presidente del Consiglio – la Polonia non hai mai fatto venire meno il proprio sostegno e la propria solidarietà nei confronti dell’Ucraina. E credo che anche qui dobbiamo ringraziare la Polonia, particolarmente per la solidarietà che ha dimostrato. Dobbiamo ricordare che la Polonia ospita oggi oltre un milione di profughi ucraini, e quindi per il tramite del Primo Ministro, vorrei ringraziare il popolo polacco, è una lezione per tutti la loro solidarietà”.
“Continueremo a fare la nostra parte per arrivare alla cessazione delle ostilità e per contribuire alla futura ricostruzione della Nazione”, ha assicurato Meloni. “Tema sul quale quest’anno sta lavorando la Polonia, lo scorso anno ha lavorato l’Italia. E quindi ci sono moltissimi elementi sui quali la nostra cooperazione può fare la differenza: siamo due grandi Nazioni europee, siamo due grandi Nazioni europee che si sono ritrovate spesso sulla stessa lunghezza d’onda e che insieme possono lavorare per restituire forza all’Unione intera, pragmatismo, una visione che possa dare risposte alle famiglie e alle imprese delle nostre Nazioni e del Continente intero”. (aise)