Violenza di genere e violenza online: Nordio a Berlino per l'incontro del "Gruppo Vendôme"

ROMA\ aise\ - Prevenzione e protezione per contrastare la violenza di genere; violenza online e resilienza dei sistemi di giustizia, intesa come la capacità degli ordinamenti nazionali di adattarsi alle nuove sfide poste dalle tecnologie e dalle più pressanti sfide globali, senza snaturare la difesa dello Stato di diritto né far venire meno la necessaria fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Questi i temi all'ordine del giorno della riunione del "Gruppo Vendôme" di ieri, 30 giugno, a Berlino, cui ha partecipato anche il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
L’incontro, promosso dall’omologa tedesca, Stefanie Hubig, ha visto la presenza dei Ministri dei Paesi membri e del Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath.
Il Gruppo Vendôme, nato nel 2018 su iniziativa francese a seguito della lunga scia di attentati terroristici subiti da diversi Paesi europei, riunisce i Ministri della Giustizia di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo.
Nel suo intervento, Nordio ha sostenuto che “l’Italia dispone di un sistema integrato di protezione per le donne vittime di violenza, che combina misure civili, penali e amministrative”.
Accompagnato dal Capo di Gabinetto, Antonio Mura, e dal Consigliere diplomatico Andrea Ferrari, il Ministro ha illustrato ai colleghi il funzionamento e gli ambiti di intervento del sistema di prevenzione e contrasto della violenza di genere.
“Sono orgoglioso di riferire – ha detto il Ministro – che con la legge n. 181 del 2 dicembre 2025, l’Italia ha introdotto il femminicidio come fattispecie autonoma di reato – il nuovo articolo 577-bis del codice penale – anziché trattarlo soltanto come una forma aggravata di omicidio”. La Ministra Hubig è rimasta favorevolmente colpita dal leaflet del Ministero “La violenza mai”, fortemente voluto dal Guardasigilli: un opuscolo divulgativo e chiaro per riconoscere i segnali di violenza.
Durante la sessione dei lavori dedicata alla violenza online, il Guardasigilli ha spiegato che “l’Italia ha già legiferato specificamente in materia di deepfake”. In particolare, la legge n. 132 del 23 settembre 2025, ha specificato, ha introdotto l’articolo 612-quater del codice penale, che punisce la diffusione non consensuale di immagini, video o voci falsificati o alterati mediante sistemi di IA.
Il terzo e ultimo focus del Gruppo Vendôme ha riguardato la resilienza dei sistemi di giustizia in Europa, “una condizione essenziale dello Stato di diritto e della fiducia reciproca tra i nostri ordinamenti”, ha detto il Ministro. “L’Italia – ha sottolineato Nordio durante il suo intervento - considera essenziale rafforzare la comunicazione istituzionale sulla giustizia, fornendo informazioni chiare, accessibili e accurate sulle decisioni, senza trasformare il processo in dibattito mediatico né sovrapporre comunicazione a decisione giudiziaria”. (aise)