Washington: Trump apre il Board of Peace per la ricostruzione di Gaza

foto Casa Bianca

ROMA\ aise\ - “Quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace. Credo che il Board of Peace sia una delle cose più importanti e significative a cui prenderò parte”. Così il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che oggi ha aperto a Washington la prima riunione operativa del Board of Peace. All’incontro, convocato per un aggiornamento sull’attuazione del Piano di Pace in 20 punti dell’Amministrazione americana e sui progetti d’investimento e di ricostruzione della Striscia di Gaza, l’Italia partecipa come osservatore, rappresentata dal Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
I Paesi che hanno aderito al Board sono, oltre agli Usa, Israele, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Turchia, Egitto, Marocco, Pakistan, Ungheria, Kosovo, Albania, Bulgaria, Bielorussia, Argentina, Paraguay, Kazakistan, Mongolia, Uzbekistan, Indonesia, Vietnam, Cambogia ed El Salvador.
Nel suo intervento, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti contribuiranno al Board of Peace per Gaza con 10 miliardi di dollari, mentre “Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait”, ha detto il Presidente, “contribuiranno con oltre 7 miliardi di dollari”. Il Board saprà essere “molto generoso” perché “non c'è niente di più importante e meno costoso della pace”. "Ogni dollaro speso è un investimento nella stabilità e nel dare speranza" alla regione, ha detto Trump in un altro passaggio del suo intervento.
Il presidente Usa ha quindi sostenuto di aver “risolto 8 guerre”. “Penso”, ha detto ancora, “che ne arriverà una nona”.
Grazie al Piano di pace in Medio Oriente “abbiamo riportato a casa tutti i 28 ostaggi, vivi e morti. Dal cessate il fuoco dello scorso ottobre, gli Stati Uniti e i nostri partner hanno facilitato la distribuzione di ingenti quantità di aiuti umanitari, numeri mai visti prima”, ha detto Trump prima di ringraziare l’inviato in Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kutchner, suo genero, per il loro “lavoro straordinario”, oltre che il segretario di stato Rubio e il vicepresidente Vance. “È la squadra migliore mai assemblata finora e lo si vede dai risultati”, ha commentato il presidente Usa.
“Nessuno pensava che si potesse avere la pace in Medio Oriente. Ma l’incontro di oggi è la prova che con una leadership determinata, nulla è impossibile”, ha detto ancora Trump, prima di sostenere che “non si può avere la pace in Medio Oriente se l'Iran possiede un'arma nucleare”. È ora, ha aggiunto, “che l'Iran si unisca a noi. Non possono continuare a minacciare la stabilità dell'intera regione. Devono raggiungere un accordo, altrimenti accadrà loro qualcosa di brutto”.
Il Board si impegnerà a sostegno di un “governo adeguato a Gaza” che “non è più un focolaio di radicalismo e terrore”, mentre c’è da “risolvere il problema del Libano” che però “è relativamente piccolo rispetto a ciò che abbiamo fatto finora”.
Quanto alla composizione del Board, Trump ha assicurato che “abbiamo un ottimo rapporto con l'Europa. Molti dei nostri amici in Europa saranno presenti oggi e non vediamo l'ora che diventino membri a pieno titolo” del Board, ha aggiunto, annunciando che “la Norvegia ha accettato di ospitare un evento che riunirà il Board of Peace”.
Sul fronte Onu, Trump ha aggiunto: “penso che le Nazioni Unite abbiano un grande potenziale, ma che finora non lo abbiano sfruttato”. Se necessario “li rafforzeremo affinché possano esprimere al meglio il loro potenziale”.
Riferendosi al suo “mancato” Nobel per la pace, il Presidente Usa ha detto che non gli interessano i Premi: “non mi interessano i premi, mi interessa salvare vite. Se ho la capacità di spegnere le guerre, voglio usare questa capacità per salvare milioni di persone”.
Ai lavori, come detto, l’Italia partecipa come Paese osservatore. Prima della riunione, il Ministro Tajani ha incontrato l’Alto Rappresentante dell’Ue per Gaza, Nickolay E. Mladenov: “gli ho illustrato l’impegno italiano in materia di ricostruzione della Striscia, di rafforzamento delle capacità istituzionali palestinesi e in generale della sicurezza alimentare, sanitaria ed educativa del popolo palestinese”, scrive su X il Ministro. “Con l’iniziativa Food for Gaza, con la FAO e il PAM abbiamo maturato competenze chiave che siamo pronti a mettere al servizio della comunità internazionale”. (aise)