Alla Farnesina il programma “Museum Accessibility as Shared Culture and Collective Practice”

ROMA\ aise\ - Ha preso avvio lunedì scorso, 12 ottobre, alla Farnesina il programma di formazione “Museum Accessibility as Shared Culture and Collective Practice”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curato dagli Uffici Public Engagement e Formazione del MAXXI. I lavori sono stati aperti dai funzionari diplomatici Letizia Santangelo e Valerio De Parolis, che hanno rivolto ai partecipanti i saluti istituzionali del Ministero.
Il programma – spiega il Maeci – coinvolge direttori e professionisti museali dell’area adriatico-balcanica e mira a favorire lo scambio di competenze e buone pratiche su accessibilità, partecipazione dei pubblici e innovazione organizzativa. Il corso propone una visione ampia dell’accessibilità museale, intesa non solo come superamento delle barriere fisiche, ma come cultura organizzativa trasversale che interessa governance, linguaggi, interpretazione del patrimonio, servizi, comunicazione e rapporto con i pubblici. Attraverso lezioni, workshop e casi studio, il percorso punta a creare una comunità transnazionale di professionisti e a fornire strumenti concreti per avviare processi di cambiamento nelle istituzioni partecipanti.
La fase romana, che si conclude oggi, 14 ottobre, si è aperta con una visita alla Collezione di Arte Contemporanea della Farnesina, seguita da attività al MAXXI dedicate alla partecipazione, all’agency e alla mappatura delle barriere museali. Il programma ha previsto anche visite al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e ai Musei Capitolini – Centrale Montemartini, occasioni per approfondire altri casi di studio sul rapporto tra patrimonio, interpretazione e accessibilità.
L’iniziativa rientra nell’azione di diplomazia culturale del Ministero degli Esteri, valorizzando il patrimonio italiano e le competenze sviluppate dalle istituzioni culturali nazionali. Nato da una prima esperienza realizzata a Belgrado nel 2025, il programma è stato esteso all’area adriatico-balcanica per rafforzare le reti professionali, favorire collaborazioni tra musei e promuovere progettualità condivise. Il percorso proseguirà fino a dicembre con un ciclo di webinar dedicati all’interpretazione del patrimonio, all’accessibilità come pratica organizzativa e al ruolo sociale dei musei. (aise)