La strategia italiana per l’Artico

ROMA\ aise\ - “L’Artico è una regione sempre più strategica per gli interessi politici, economici e scientifici italiani”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che questa mattina a Villa Madama ha presentato il nuovo Documento sulla Politica Artica Italiana, “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”, insieme ai Ministri della Difesa Guido Crosetto e dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
“Con questa Strategia, l’Italia si dota di una visione di sistema e di lungo periodo”, le parole del Ministro. “Vogliamo approfondire le relazioni con i Paesi artici, contribuire alla sicurezza euro-atlantica, rafforzare i programmi di ricerca e promuovere nuove opportunità economiche per le nostre imprese”.
Tajani ha quindi annunciato di voler istituire “un tavolo imprenditoriale dedicato all’Artico con le aziende italiane in settori chiave come difesa, energia, ambiente, spazio, anche in vista di una prossima missione di sistema nella regione”.
In attesa della missione, Roma ospiterà l’“Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue” il 3 e 4 marzo prossimi, come confermato dalla ministra Bernini. Un appuntamento che “rafforza il ruolo dell’Italia come protagonista credibile e responsabile in un’area di crescente rilevanza strategica globale”.
In occasione della presentazione di questa mattina, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – in visita istituzionale in Giappone – ha inviato un messaggio in cui sottolinea che “l’Italia non ha mai considerato l’Artico come un’area remota e senza alcun interesse. Al contrario, noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è: una regione strategica, dove si intrecciano economia, ambiente, ricerca, energia e – oggi più che mai – sicurezza e difesa”.
L’Italia “è perfettamente consapevole di quanto questa regione del mondo rappresenti un quadrante strategico negli equilibri globali, e intende continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità”, assicura Meloni. “Siamo Paese osservatore nel Consiglio Artico e sosteniamo da sempre il rispetto del diritto internazionale, a partire dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. Siamo convinti che l’Artico debba essere sempre di più una priorità dell’Unione Europea e della NATO, e che l’Alleanza Atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori”.
L’Italia, ricorda la Premier, “può vantare anche una lunga tradizione artica in termini di spedizioni e ricerche scientifiche, e il nostro contributo per la protezione dell’Artico è un contributo d’eccellenza. Dalla base “Dirigibile Italia” alle Svalbard, passando per le campagne oceanografiche della Marina Militare, la nostra Nazione svolge da molto tempo un ruolo di primo piano per tutelare un’area che è molto fragile e per assicurare uno sviluppo equilibrato e rispettoso delle istanze dei diversi popoli che vivono questi territori”. La nuova Strategia italiana per l’Artico “si pone tutti questi obiettivi e punta a rafforzare il ruolo dell’Italia come partner affidabile, capace di promuovere cooperazione, sostenibilità e innovazione”.
Il documento è stato presentato di fronte a rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale.
Elaborato nel 2025, esso valorizza il ruolo finora assunto dall’Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l’impegno italiano nella regione. Un impegno che si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell’Italia in Artico.
Tra i principali obiettivi tracciati, vi sono quelli di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese non artico interessato all’Artico; contribuire al mantenimento dell’Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni NATO e UE e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell’Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane.
Il documento presentato oggi - disponibile a questo link – viene adottato a dieci anni di distanza dal primo attualizzando le politiche italiane nell’attuale fase di crescente rilevanza globale della regione. (aise)