Nuove rotte commerciali per le imprese italiane: Tajani al forum IMEC di Trieste

ROMA\ aise\ - Diversificare le rotte commerciali delle imprese italiane, creare connessioni energetiche ed infrastrutture digitali tra India, Golfo ed Europa. Questi sono gli obiettivi annunciati dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, riguardo al Corridoio IMEC, che è stato al centro del forum “Imec Corridoio Indo‑Mediterraneo – Opportunità per le imprese”, promosso dal MAECI e tenutosi ieri, 17 marzo, al Generali Convention Center di Trieste.
L’evento ha proposto una riflessione su come la ridefinizione delle rotte commerciali possa diventare un motore di crescita per il sistema logistico italiano ed europeo.
“Abbiamo riunito Governi, Istituzioni finanziarie internazionali e oltre 300 imprese dei settori di logistica, energia e digitale, per rilanciare una prospettiva indo-mediterranea attraverso il Corridoio IMEC, riducendo i tempi di percorrenza tra India ed Europa del 40%”, ha riportato Tajani su un post su X. “L’Italia è protagonista di questo progetto, valorizzando i nostri porti ed il ruolo dell’Alto Adriatico come snodo strategico verso l’Europa centrale e i Balcani”.
Presente anche il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha spiegato “Imec rappresenta un'opportunità straordinaria per valorizzare il sistema logistico della nostra regione, ma anche per l'economia di tutto il continente europeo. Dobbiamo saper coglierla costruendo una rete di alleanze fondamentale per salvaguardare la rilevanza del Mediterraneo e dell'Europa nel commercio globale, anche in considerazione del blocco di alcune rotte strategiche causato dalle attuali tensioni internazionali”.
Il progetto IMEC, secondo Fedriga, “non è solo un'alternativa logistica necessaria per la resilienza economica, ma risponde anche a una scelta geopolitica precisa basata sulla libertà e sul rispetto reciproco tra le nazioni coinvolte. Contrariamente ad altri modelli di sviluppo che rischiano di creare dipendenze da regimi poco democratici, il Corridoio Indo-Mediterraneo punta a tutelare l'autonomia dei Paesi partecipanti attraverso una cooperazione infrastrutturale a lungo termine”.
“Il successo di questa visione dipenderà dalla costruzione di infrastrutture adeguate e da una cooperazione internazionale costante e duratura - ha concluso Fedriga -. In questo contesto, il Porto di Trieste - e più in generale il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia - si pone quale candidato naturale a terminale ideale del Corridoio Indo-Mediterraneo”. (aise)