Tajani in Croazia e Slovenia

ROMA\ aise\ - Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, è oggi in missione in Croazia e Slovenia.
A Zagabria, Tajani ha incontrato il Primo Ministro, Andrej Plenkovic, e il Ministro degli Esteri, Grlic-Radman. Al centro dei colloqui, la partnership economica bilaterale (l’Italia è il primo partner commerciale della Croazia, con un interscambio pari a oltre 8 miliardi di euro) e nuove iniziative di cooperazione fra imprese che favoriscano la creazione di opportunità di investimento fra i due Paesi.
La collaborazione economica e industriale sarà uno dei temi affrontati anche nella tappa di Lubiana, dove il Vicepremier si recherà nel pomeriggio per incontrare la Presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, il Primo Ministro, Robert Golob, e la Vice Primo Ministro e Ministra degli Esteri, Tanja Fajon.
Italia e Slovenia non sono solo legate da un’intensa cooperazione commerciale (il volume degli scambi è infatti pari a circa 13 miliardi di euro) che trova un suo pilastro nella cooperazione transfrontaliera, come testimonia la designazione di Gorizia e Nova Gorica quale Capitale Europea della Cultura per il 2025.
Temi al centro dei colloqui in entrambe le tappe anche le principali questioni regionali e internazionali, con un focus sulle migrazioni, sui Balcani Occidentali, e sulla guerra in Ucraina. Sul fronte migratorio, viene confermata la posizione del Governo italiano secondo cui è necessario attuare rapidamente azioni concrete e comuni lungo tutte le principali rotte dei migranti, compresa quella balcanica, attraverso la quale nel 2022 più di 130.000 persone hanno tentato di entrare nel territorio dell’UE.
Quanto all’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dei Balcani occidentali, viene ribadito il forte impegno dell’Italia affinché il processo di integrazione europea della regione possa proseguire con rinnovato slancio e credibilità. Sulla guerra in Ucraina, infine, per l’Italia è importante continuare a mantenere uno stretto coordinamento fra Roma, Zagabria e Lubiana, soprattutto in seno all’UE e alla NATO, per giungere rapidamente ad una pace negoziata e giusta. (aise)